giovedì 5 luglio 2012

IL GUERRIERO.

Fallo una volta.
Fallo un'altra volta.
Colpiscimi ancora una volta, dai.
Vai pure avanti,
non dirmi che è tutto qui quello che sai fare.

Guardami,
sono ancora in piedi.
Non eri tu quello che doveva abbattermi?

Fidati,
non hai nemmeno una vaga idea
di quanto io possa resistere.
Non sai nemmeno lontanamente
quanti ostacoli ho dovuto superare,
quanto ho dovuto lottare,
quindi noi sai neanche quanto i miei muscoli ed il mio corpo
siano preparati ed allenati allo scontro.

Pensi di fottermi,
lo so,
e so anche che ti piace l'idea,
ma non puoi immaginare quante volte io sia già stato fottuto,
potrei partorire un cucciolo di rinoceronte
dal buco del culo
senza sentire assolutamente nulla.

Quindi vai avanti,
spara i tuoi colpi di odio contro di me.
Io guarderò un po' annoiato
il tuo sguardo scintillante e vivo d'astio,
chiedendomi perché hai così bisogno di lottare,
perché senti dentro di te
così viva e pulsante
la necessità assoluta di sopraffare un tuo simile.

Io incasserò,
come ti dicevo,
a questo sono abituato,
non ti devi preoccupare;
solo un giorno spero potremmo sederci sotto un grande albero
e spero potrò chiederti: perché? Perché volevi uccidermi?
E penso che tu non riuscirai a dare alcuna risposta sensata, a questa domanda.