mercoledì 28 settembre 2011

SONO LA MORTE.

Signori e signore, questo è il più bel dialogo di tutta la storia del cinema:

"Chi sei tu?"
"Sono la morte."
"Sei venuta a prendermi?"
"E' già da molto che ti cammino affianco."
"Me n'ero accorto."


martedì 27 settembre 2011

QUANDO LA FRUSTRAZIONE ESPLODE.

Innanzitutto vorrei spiegare cosa io intendo con il termine 'frustrazione'.
La frustrazione è come il rusco (termine di origine dialettale che indica la spazzatura, e che per noi bolognesi è entrato a far parte del linguaggio comune assieme ad altri neologismi con radice dialettale che noi ci divertimano tanto ad inventare come: sporta, tosarsi, giarone, burazzo ecc.).
E nonostante tu sei uno di quelli che non butta via quasi mai nulla perchè 'lo tieni per ricordo', tu la tua spazzatura da frustrazione, prima o poi, la devi buttare.
E come per tutti i tipi di spazzatura, anche per la frustrazione è meglio il prima che il poi, perchè se no poi marcisce e puzza.
La frustrazione è tutta quella gran merda che la vita ti riserva e che tu devi mandare giù per forza, senza poterci fare proprio nulla. Alcuni esempi? "Perchè non posso avere anch'io una bambola? - Perchè le ragazze dei signori vanno a ballare con il vestito nuovo e io non posso andarci a causa del mio vestito vecchio? - Perchè il mio bambino porta le scarpe solo la domenica? - Perchè mio figlio va a morire in Africa mentre il figlio del podestà resta a casa? - Perchè non potrò avere un funerale lungo, con fiori e candele?" (op.cit. L'Agnese va a morire, R. Viganò, 1949).
Ecco, tutte queste domande che la gente si ostina a chiamare 'domande senza risposta', ma che in realtà la risposta l'hanno già chiara e ben delineata ancor prima della formulazione del quesito, ecco, tutto questo schifo tu devi imparare ad accettarlo. Non puoi fare altrimenti.
Accumuli tutti i giorni tanti sacchetti di questa orrida spazzatura fino a quando non arriva il momento dell'esplosione, perchè dentro di te non riesci più a contenere tanta merda, ed è il momento in cui fai fuori tutto lo schifo da frustrazione con il lanciafiamme della rabbia. Almeno, nel mio caso funziona così. Ora, vi elencherò tutti i vari modi in cui si può smaltire la frustrazione:

1- Commettere omicidio, suicidio, stragi di massa.
     La frustrazione sale, sale e continua a salire fino a quando, per una battuta da nulla a cui non avresti mai fatto caso se non fossi così intoppato di spazzatura-frustrazione, scaraventi il tuo capo al di fuori della finestra del suo ufficio all'ultimo piano del suo immenso grattacielo. Il termine esatto per tutto ciò è defenestrazione.

2- Lo sfogo della rabbia.
    La frustrazione si accumula e si accumula fino a quando non lascia spazio ad una sana ed autentica rabbia. La rabbia, come tantissimi altri sentimenti umani, può essere costruttiva o distruttiva. La rabbia costruttiva è capace di dare vita ad un mondo migliore, la rabbia distruttiva elimina tutto, te compreso.

3- Piangere.
    Regredire allo stato infantile e far esplodere tutto quell'orribile fardello che hai sopportato fin'ora in un fiume di grosse lacrime: quelle stesse lacrime che ogni volta ti racacci violentemente dentro gli occhi, perchè non è il caso di piangere per simili sciocchezze.

4- Lo sfogo della droga.
    Per non pensare più a tutto quello schifo-frustrazione che mi porto sempre appresso scelgo di dare una bella bombardata al mio cervello, così non ci pensa più. Io inserirei tranquillamente questo sfogo nella categoria della rabbia distruttiva.

5- Non fare niente.
    Una piccolissima, ma veramente minuscola parte della popolazione umana reprime la frustrazione dentro di se senza mai liberarsene. Non chiedetemi come cazzo fanno, però posso assicurarvi che fanno veramente una vita schifosa permeata dalla puzza di marcio della frustrazione in putrefazione.

martedì 20 settembre 2011

NON SONO UN FOTTUTO NUMERO.

La gente la deve smettere di considerarmi un cazzo di numero. Io non sono il mio codice fiscale, io non sono un numero su di una lista da uno a venti, io non sono il mio saldo corrente in banca. Io sono una persona, cazzo.
Con i sui limiti, con i suoi difetti, con le sue bizzarre ideologie ma sono un uomo. Io non sono un cazzo di numero, non sono un fottuto codice numerico e nemmeno uno alfanumerico, io sono un essere umano porca Eva.
Ho un nome, ho una faccia piuttosto carina se non fosse per il mio dente storto, ho persino un corpo con due braccia e due gambe attaccate. Ho una mente che elabora pensieri. Ho gentilezza da vendere, che spreco su esseri umani che invece sarebbero degni di essere chiamati: Cacca n.1, Stronzo n.2, Pezzo di merda n.3, Guano di pipistrello n.4, Feci di porco n.5, Sterco di vacca n.6.
Trattatemi con un essere umano. Anzi, io pretendo di essere trattato come un essere umano.

FRUSTRAZIONE.

giovedì 15 settembre 2011

LA FESTA DI PAESE E' PIU' VIOLENTA DI UN RAVE TECHNO IN REPUBBLICA CECA.

Ed in Repubblica Ceca la gente è piuttosto incazzata, mi hanno detto.
Ad ogni modo, alla partenza mi hanno dato questa tracolla con dentro il mio bicchiere, che mi sarebbe dovuto servire per tutta la giornata. Su tutto il territorio del paese avevano sparso dieci tappe in cui si mangiava e si beveva. Ad ogni tappa ti riempivano il bicchiere di alcool (birra artigianale, vino bianco, lambrusco, tantissimo lambrusco, sorbetto al lambrusco, ecc..) e ti davano una porzione di cibo (frittelle, sfogliate, polenta con il lardo, pasta e fagioli ecc..); e ad ogni tappa avevi l'intrattenimento musicale.
Ora, sin dalla partenza mattutina la gente era carichissima (già ubriaca), e cantava cori, e ballava sull'asfalto, tant'è che anche io ero già fottuto ancor prima della partenza.
Abbiamo camminato per chilometri su un assolato argine morendo di caldo, ma continuando a bere e a cantare. Abbiamo camminato per chilometri lungo dei filari di pere bevendo lambrusco, tirandoci pere marce, cantando, ballando, rollando. E lo ricordo chiaramente quel momento all'interno del filare di pere. Lo ricordo così bene perchè è stato proprio lì che mi sono accorto che quella che doveva essere una gioviale festa di paese si stava trasformando in un'ubriacatura epica e totale. Al bis di "Country Road" avevo le braccia al cielo e stavo ballando con una vistosa macchia di lambrusco sulla maglietta e il bicchiere mezzo vuoto stretto in mano. Da lì è veramente iniziato il declinio. Nella tappa successiva ho mangiato pasta e faglioli e bevuto di nuovo tanto, tanto lambrusco. Nella tappa ancora dopo ho perso il mio amico Menna, tant'è che sono dovuto tornare indietro a cercarlo, e lui era rimasto la, ancora sdraiato sull'erba. Poi, poco più tardi, la dolce persona che dorme al mio fianco ha perso, di nuovo, il povero Menna che non si è mai più ritrovato.
I ricordi si fanno annebbiati fino a quando non arriviamo alla fine del giro. Ormai è sera e tutto il paese è ubriaco e stanno tutti ballando, me compreso, quelle stupidissime canzoni da carnevale. Io voglio un'altra birra, la millesima birra della giornata penso, e chiedo alla dolce persona che dorme al mio fianco di andare a prendermela. Ma lei non ci vuole andare. "Beh, me la vado a prendere da solo, una birra" esordisco e quasi riesco a finire la frase, prima di cadere al suolo. Mentre partivo, con il piglio fiero e orgoglioso di chi si sta andando a prendere "un'altra birra, cazzo voglio un'altra birra", non avevo visto la catena a terra che recintava la piazzetta e mi sono inciampato e sono caduto di faccia come un idiota. Si, posso assicurarvelo, non so come cazzo sia successo ma sono caduto con la faccia spiattellata sul suolo. Ora ho un labbro gonfio e tanta voglia di non bere mai più.

Corollario:
Il primo sms mandato la mattina dopo l'infernale ubriacatura:

"E' da 5 ore che sto sboccando e ho la faccia tumefatta come Rocky Balboa. Se sei andata a lavorare hai del gran coraggio".

venerdì 9 settembre 2011

T.V.B.

Ogni volta che mi dici: "te l'avevo detto", come faceva mia mamma quando ero piccolo, io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che sbadigli mentre io ti sto dicendo una cosa che per me è di vitale importanza, io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che non mi chiami quando avevi detto che mi avresti chiamato, io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che sei in ritardo, cazzo, siete sempre tutti in ritardo, io vi vorrei bastonare.
Ogni volta che ti presenti al bar con quel sorrisetto di merda dipinto sul volto, io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che ti vedo con quella cazzo di faccia sconvolta, che manco riesci a tenere aperti gli occhi, io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che sento uscire dalla tua bocca le solite stronzate, io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che ti guardo mentre tu butti la tua vita, come un completo idiota (e per favore, non mi venire a parlare di sofferenza), io ti vorrei bastonare, ma bastonare ben forte.
Ogni volta che mi dici: "ti pago la birra la prossima volta", io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che ripeti la stessa storia a tutte le persone che vedi con le stesse parole e la stessa ripetitività, io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che mi dici: "stai tranzollo", oppure: "devi stare shanti", io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che non mi ascolti quando ti ordino "mettiti seduto", oppure: "vai fuori", io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che tiri fuori una nostra discussione intima e privata su un tavolo da cento persone, io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che devi essere pregata, ti fai desiderare, fai quella faccia da cucciola sperduta, io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che tiri fuori quel ricordo doloroso, proprio mentre sto fumando, io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che mentre mi spieghi la trama del film ti scappa detto anche il finale, io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che non rimetti l'acqua in frigo, io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che lasci le tue cartacce di merendine in giro sparse per tutta la casa (cristo, ma quante cazzo ne mangi di quelle merendine merdose), io ti vorrei bastonare.
Ogni volta che preparo dei manicaretti deliziosi a base di pesce e tu esordisci dicendo:"non ho tanta fame, era meglio della pasta in bianco", io ti vorrei bastonare.

mercoledì 7 settembre 2011

IL PRIMO ED ULTIMO POST DI MERDA SCRITTO CON L'AIUTO DI UN PO' DI DIAZEPAM E DI UN PO' DI DROGA.

<<Avvertenza: tra tutte le bozze avete scelto quelle peggiori. Complimenti. Neanche io sarei stato in grado di fare peggio di così. Tra le bozze c'erano delle vere perle rare. Chi è particolarmente interessato a conoscere questi tesori di rara bellezza mi mandi una mail in cui sia ben specificata la cifra disposta a sborsare per un'eventuale pubblicazione. Grazie. >>

Una cosa che proprio non mi piace per niente sono quei blog pieni zeppi di foto, di video di youtube, di link a notizie più o meno interessanti o a giochetti in flashgame del cazzo, che non vengono correlati nemmeno da due righe scritte dall'autore. Da una brevissima spiegazione. Da un augurio di andare a fare in culo. Mi sembra inutile postare video, immagini o quant'altro se non hanno un filo conduttore con qualche cosa che l'autore ha scritto, una sua riflessione, una sua idiozia, quello che vi pare, ma vi prego, non mettetemi lì alla cazzo delle cose senza scrivermi che senso hanno per voi.

Questo sarà il primo ed ultimo post di merda ispirato a questo terribile stile.
Non vi scriverò nemmeno una riga di spiegazione, ma tutto ha un senso. Non posto roba alla cazzo, io. C'è un filo conduttore che unisce: la foto, il video, l'articolo, l'immagine e il gioco. Chi indovina qual'è vince una pubblicazione della bozza che gli piace di più a gratis.










sabato 3 settembre 2011

IL CENTESIMO POST.

Sono arrivato al centesimo post. Non ci facevo molto affidamento, invece, eccomi qua.
Per il centesimo post ho avuto una grande idea, nuova ed originale, che nessuno ha mai avuto prima: vi scrivo tutti i titoli delle bozze che non ho mai pubblicato. Tutti quei piccoli gioiellini che vi siete persi perchè io ho scelto arbitrariamente di lasciarli in ombra. Avrete la possibilità di non perdervi una di queste chicche. Quale? Lo deciderete voi. Scegliete il titolo della bozza che vi piace di più e scrivetelo nei commenti, il più votato sarà pubblicato prossimamente.

Ecco la lista delle bozze mai pubblicate:

1. Conformazione.
2. La cosa più intelligente che ho fatto nella mia vita.
3. Mi è sempre piaciuto tantissimo il fuoco.
4. C'è chi la sceglie e chi la incontra casualmente.
5. Diazepam.
6. La prossima volta che sarò invitato ad una cena.
7. Mi hanno chiesto di firmare 'Contro la Droga'.
8. Che ti succede tartaruga.
9. Se questo è un uomo.
10. Non farti tiranneggiare dal tuo corpo.
11. Il primo ed ultimo post di merda.
12. Perchè mi vesto come uno straccione.
13. Colloquio di lavoro.
14. Incastrai questa poesia nella mia tesina della quinta superiore.
15. Che poi, riconoscere d'avere il problema non è la parte più difficile.
16. Meteo.
17. Sull'antropologia e sul mondo.
18. Let it be.
19. Ci sono periodi in cui si rompe tutto.
20. Cani.
21. Sileno27 news.
22. Mosche.
23. Sei già morto,eppure sei così testardamente attaccato alla vita.
24. Una storia felice.
25. Cosa fa Federica Pellegrini quando non nuota.
26. Cara Ana.
27. Occhi.

IO L'HO SEMPRE SAPUTO CHE SEI IL MIGLIORE.

"Alta marea, la vita procede più veloce
e nessuno ha la risposta
Tuttavia cerco di affrontare il giorno
in un modo nuovo
Il fondo di una bottiglia
è l’apostolo dell’uomo comune
Scappiamo via insieme
Io e te
Saremmo liberi per sempre
Liberi di passare le nostre intere vite a scappare
dalle persone che sarebbero
la morte di me e di te
Perché riesco a percepire le nuvole di tempesta
che mi risucchiano l’anima."

cit. Noel Gallagher, The Death of You and Me.

venerdì 2 settembre 2011

LEI CORRE.

La dolce persona che dorme al mio fianco è una fonte inesauribile di energia allo stato puro. Di dinamismo. Di vitalità. Penso che abbia nascosto da qualche parte al centro del torace un dispositivo di creazione di energia attivo tutto l'anno, tutti i giorni e a tutte le ore. Mentre a me, a quanto pare, si sono scordati di installarlo, quel dispositivo.
Oppure, più semplicemente, riesce a bruciare il proprio cosmo interiore come facevano quei cavalieri in quel cartone animato. Io c'ho provato, ma non ce l'ho mai fatta a bruciare il mio cosmo interiore. Io brucio di rabbia, ma questo è un altro discorso.

La dolce persona che dorme al mio fianco si sveglia alla mattina ed accende la sua Roland e la sua Yamaha e comincia a suonare musica tecno. Ed inizia così la sua giornata, correndo a 180 bpm. Lei saltella mentre suona e si beve il suo caffè senza zucchero, io rantolo e fatico ad assumere una posizione eretta mentre finisco il vino aperto che è rimasto ieri sera sul tavolo. E dovreste vedermi, sono veramente goffissimo mentre cerco di stare al suo passo e correrle dietro. Non ce la faccio, non riuscirò mai a prenderla completamente; anche se è già mia, a lei piace correre e io purtroppo non so correre, faccio già fatica ad assumere una postura eretta.
Io vorrei crogiolarmi nell'ozio tutto il giorno, e magari bere e mangiare a letto. Io sono un pigro edonista. Lei no, lei è l'esatto opposto di me. Lei ha bisogno di creare, di vedere gente, di organizzare cose e di muoversi, soprattutto di muoversi. Mentre l'unico movimento che io faccio con piacere è alzarmi per andare a prendere i biscotti.

La dolce persona che dorme al mio fianco non si ferma mai, mentre io sono sempre fermo.

La dolce persona che dorme al mio fianco sa fare tutto, mentre io non so fare nulla.

La dolce persona che dorme al mio fianco è così fottutamente speciale che io non posso fare altro che correrle dietro barcollando.