Ed in Repubblica Ceca la gente è piuttosto incazzata, mi hanno detto.
Ad ogni modo, alla partenza mi hanno dato questa tracolla con dentro il mio bicchiere, che mi sarebbe dovuto servire per tutta la giornata. Su tutto il territorio del paese avevano sparso dieci tappe in cui si mangiava e si beveva. Ad ogni tappa ti riempivano il bicchiere di alcool (birra artigianale, vino bianco, lambrusco, tantissimo lambrusco, sorbetto al lambrusco, ecc..) e ti davano una porzione di cibo (frittelle, sfogliate, polenta con il lardo, pasta e fagioli ecc..); e ad ogni tappa avevi l'intrattenimento musicale.
Ora, sin dalla partenza mattutina la gente era carichissima (già ubriaca), e cantava cori, e ballava sull'asfalto, tant'è che anche io ero già fottuto ancor prima della partenza.
Abbiamo camminato per chilometri su un assolato argine morendo di caldo, ma continuando a bere e a cantare. Abbiamo camminato per chilometri lungo dei filari di pere bevendo lambrusco, tirandoci pere marce, cantando, ballando, rollando. E lo ricordo chiaramente quel momento all'interno del filare di pere. Lo ricordo così bene perchè è stato proprio lì che mi sono accorto che quella che doveva essere una gioviale festa di paese si stava trasformando in un'ubriacatura epica e totale. Al bis di "Country Road" avevo le braccia al cielo e stavo ballando con una vistosa macchia di lambrusco sulla maglietta e il bicchiere mezzo vuoto stretto in mano. Da lì è veramente iniziato il declinio. Nella tappa successiva ho mangiato pasta e faglioli e bevuto di nuovo tanto, tanto lambrusco. Nella tappa ancora dopo ho perso il mio amico Menna, tant'è che sono dovuto tornare indietro a cercarlo, e lui era rimasto la, ancora sdraiato sull'erba. Poi, poco più tardi, la dolce persona che dorme al mio fianco ha perso, di nuovo, il povero Menna che non si è mai più ritrovato.
I ricordi si fanno annebbiati fino a quando non arriviamo alla fine del giro. Ormai è sera e tutto il paese è ubriaco e stanno tutti ballando, me compreso, quelle stupidissime canzoni da carnevale. Io voglio un'altra birra, la millesima birra della giornata penso, e chiedo alla dolce persona che dorme al mio fianco di andare a prendermela. Ma lei non ci vuole andare. "Beh, me la vado a prendere da solo, una birra" esordisco e quasi riesco a finire la frase, prima di cadere al suolo. Mentre partivo, con il piglio fiero e orgoglioso di chi si sta andando a prendere "un'altra birra, cazzo voglio un'altra birra", non avevo visto la catena a terra che recintava la piazzetta e mi sono inciampato e sono caduto di faccia come un idiota. Si, posso assicurarvelo, non so come cazzo sia successo ma sono caduto con la faccia spiattellata sul suolo. Ora ho un labbro gonfio e tanta voglia di non bere mai più.
Corollario:
Il primo sms mandato la mattina dopo l'infernale ubriacatura:
"E' da 5 ore che sto sboccando e ho la faccia tumefatta come Rocky Balboa. Se sei andata a lavorare hai del gran coraggio".
E da me niente di questa fighissima festa di paese. Avrei mangiato e bevuto come un porco, cavolo.
RispondiEliminaSenza contare che dalle mia parti la crisi ha colpito il lambrusco che da 2,50 è passato a 3 euro.
un certo dirigente, durante il suo primo collegio docenti in un certo istituto comprensivo, nel suo discorso d'apertura disse che gli era giunta voce che in friuli ci fossero gravi problemi di alcolismo. forse, però, la voce faceva riferimento a una regione diversa. pericoli del pettegolezzo. tale dirigente non è durato molto, anche se sempre troppo.
RispondiEliminaE quindi? Tu dici di non voler bere solo per questo? Sei proprio un giovanotto. Vieni da me che ti insegno io come si beve.
RispondiEliminapiù piccole e più spesso, vero pesa?
RispondiEliminaMacché, più forti e immensamente più spesso.
RispondiEliminaMi fa piacere scoprire che queste cose non si vedano solo dalle mie parti, le feste del paese sono le migliori per spaccarsi in compagnia.
RispondiEliminaè stata la pasta e fagioli a fotterti!
RispondiEliminaNon sono riuscito a leggere senza ridere all'idea che vi tiravate pere marce, pure voi ubriachi marci.
Più che una Magnalonga, una Sbronzalonga.
Purtroppo l'ilarità ha subito riceduto spazio al raccoglimento: povero Menna
oh! Se per caso hai visto delle renne sugli alberi, non era perché eri ciuco, cioè tu eri ciuco, ma pure lei.
http://it.notizie.yahoo.com/svezia-alce-intrappolata-albero-si-ubriaca-con-mele-132436153.html
che poi era un'alce hahahahahah, poverina
RispondiEliminaPovero Menna.
RispondiEliminaGrande alce.
Gloria alle feste di paese.
Sileno Ghei.
RispondiEliminama era il friuli doc?
RispondiEliminaIl mio fegato ha avuto un sussulto. Si sta preparando per l'arrivo dei novelli.
RispondiElimina@chiniko: no.
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