domenica 21 settembre 2014

BAJAR


Quindi, eccoci qua Bajar.
Dove sono finiti i tuoi big trucks? Dove sono finiti i miei libri? Dov'è finita l'etica umana?
Siamo rinchiusi in questo limbo dantesco d'attesa, d'incomprensione.
Dove finiremo, Bajar?
Dico davvero.
Perché io, proprio come te, non lo so.
Non ne ho la minima idea.
E tu continui a sfinirmi, a chiedermi dove andrai, cosa farai.
Bajar, che cazzo vuoi che ne sappia.
Probabilmente penserai che io possieda non so quali conoscenze,
che io abbia certezze,
che io sappia come gira il mondo,
ma a dire il vero Bajar,
ad essere onesti proprio fino in fondo
l'unica mia certezza è sapere che non esistono certezze.
Quindi, Bajar, nulla di sicuro tranne ciò:
per quanto ci muoviamo,
ci spostiamo,
ci rinnoviamo,
per quanto ci sbattiamo per le nostre piccole vite,
in realtà devi sapere caro amico,
che non stiamo andando da nessuna parte.




venerdì 14 febbraio 2014

FREAK.

Da un grande genio, uno Skianto d'uomo.


PENNA BIRO

" Come stai? Dove 6? Da dove chiami? Mi ami?
Quanto tempo è passato
Perché non scrivi +
senza biro
Non c'hai la biro
Ma potevi dirmelo
te la mandavo
una bella biro blu
o nera
Te la mando io la biro
se è solo X la biro...
Cosa vuoi che sia?!
Una sciocchezza
da riderci insieme, prima che t'ammazzo
baby.

Roberto "Freak" Antoni, "Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti".

giovedì 6 febbraio 2014


A te che devi sempre avere l’ultima battuta.
A te che sei esperto di tutto, un cazzo di wikipedia umano.
A te che porca troia non mi saluti, e sei maleducato.
A te che fumi in ufficio e nessuno ti dice un cazzo di niente.
A te che sei talmente abile con le parole che inculi la gente mentre questa sorride addolcita dalle tue irritanti puttanate.
A te che sei egocentrico, smorfioso e villano come una gatta in cerca di affetto.
A te che hai la giacca pulita e porti la morosa a cene di pesce ed aperitivi costosissimi.
A te che sei dove sei perché molte, tante persone ti hanno dato delle spinte, anzi, dei grandi spintoni.
A te che sei arrogante ed assolutamente dentro ad un tuo vortice di delirio di onnipotenza, a te guarda, che cosa posso dire? Probabilmente non ne uscirai mai. Continuerai a vorticare nella tua merda.

Io a questo punto sento della musica ma non ho né lo stereo, né la radio e neanche la tv accesa, è normale tutto questo?

martedì 14 gennaio 2014

Charlie parlava con sontuosi paroloni obsoleti e con un terribile senso di schifo addosso, della periferia della città che tutti chiamavano bronx.
Tutto in lui era sprezzante: i suoi abiti griffati che ti urlavano: "guardami, costo 800 euro", la sua postura mussoliniana, la sua fastidiosissima R moscia. Parlava degli abitanti di periferia come di cani di città, di gente persa, smarrita ed irrecuperabile. Gente che ruba, che ha la terza media, che è disoccupata. Gente di troppo, gente di peso a chi come lui, per lavoro, doveva curarsi dei danni fatti da questi soggetti. E mi parlava di tutto questo convinto di stare parlando ad un interlocutore che la pensava come lui, che la pensava come la può pensare un qualsiasi borghesotto ignorante.
C'è rimasto un po' male, il povero Charlie, quando poi gli ho detto sorridendo che io ero del bronx. Mi ha addirittura chiesto scusa ma io non ho ancora capito bene per che cosa.