E sono sveglio. Cosciente.
Un odore nauseabondo di disinfettante mi sta bruciando le narici, è un odore che imparerò presto a riconoscere. Con la violenza di uno schiaffo in faccia la mia mente riconosce che questa non è la mia stanza e che cristo, questo non è il mio letto.
Questo è un dannatissimo letto d'ospedale, e solo quando cerco di muovermi sopra di esso mi accorgo di avere polsi e caviglie legati al letto da grosse cinture bianche.
Urlo forte, terrorizzato.
Alle mie orecchie sembra un urlo disumano: un grido agghiacciante che di certo non è uscito dalla mia bocca ma da quella di qualche strano animale. Ed invece è proprio la mia bocca a star lì spalancata e a produrre quei versi.
All'improvviso qualcosa di fronte a me inizia a muoversi.
Realizzo in fretta che c'è un altro letto identico al mio nella stanza, e da quel letto spunta una cosa: una stranissima creatura che potrebbe sembrare umana ma chiaramente non lo è. Non si riesce nemmeno a capire se sia di genere femminile o maschile. La testa rasata è tenuta assieme da grossi, enormi punti metallici. Il volto sembra una grande palla da football con annessi alcuni gadget umani: orecchie, naso, bocca, e due occhi pieni di sofferenza.
Quegli occhi mi fissano intensamente appena il mio grido si dissolve in silenzio.
Mi scrutanto a lungo, sembrano volermi studiare.
Poi il tempo cambia velocità.
Un attimo prima io e questa specie di alieno eravamo sospesi in un momento di osservazione che pareva infinito, sembrava che il tempo si fosse fermato lì con noi e ci guardasse dall'esterno.
L'attimo dopo una porta si spalanca, la creatura torna a scivolare dentro il suo ammasso di lenzuola veloce ed impaurita come un piccolo animale che si accorge di essere braccato da un grosso predatore. Io inseguo ogni suo movimento e non mi rendo nemmeno conto dell'ingresso di questo giovane ma grosso infermiere che nel tempo di un mezzo secondo ha già estratto dalla sua tasca una siringa che contine un liquido color giallo fluo. Ed io non ho neanche il tempo di dire qualcosa, quasi non faccio in tempo a rimanere sbalordito dall'entrata di 'sto tipo e dalla sua velocità che lui mi sta già battendo la vena e facendo l'iniezione.
Sento il calore del liquido nella vena. Un calore che sa di coccole e che velocemente pervade tutto il mio corpo. Poi il tempo smette di correre ed io ritorno nel mio mondo, dove non ci sono creature aliene e dove non ho polsi e caviglie legati, ma dove una grande distesa di prato verde si apre davanti ai miei occhi.