Ho visto un posto dove pochi uomini potenti tengono stretti nel loro pugno miliardi di persone sofferenti simili a loro, ma senza potere.
Ho visto un posto dove le popolazioni combattono e si uccidono per dimostrarsi come il loro 'Essere Superiore Invisibile' sia meglio di quello delle altre popolazioni.
Ho visto un posto in cui molti fanno la dieta perchè hanno trangugiato talmente tanto cibo che ormai rotolano al posto di camminare, e moltissimi invece che muoiono di fame perchè non hanno mai nemmeno visto, qualcosa da mangiare.
Ho visto un posto che sta morendo, perchè qualcuno ha intaccato profondamente il suo equilibrio con tonnellate su tonnellate di merda.
Ho visto un posto dove i criminali non solo non vengono puniti, ma gli si mette anche il potere in mano, così possono comandare tutta la brava gente che criminale non lo è mai stata.
Ho visto un posto in cui i cuccioli di uomo hanno veramente poco da sperare per il proprio futuro.
Ho visto un posto dove gli esseri umani vengono chiusi per gran parte delle loro giornate, e gran parte della loro vita in uffici angusti, e in cambio del tempo, della vita che gli hanno rubato, gli danno qualche moneta metallica da mettere in tasca.
Ho visto un posto dove per capire chi sei, non ti chiedono come ti chiami e non ti guardano negli occhi, ma contano le monete metalliche che tieni nelle tasche.
Ho visto un posto in cui non si può fare affidamento sul prossimo, perchè sai già che il prossimo te lo metterà nel culo.
Ho visto un posto dove tutti stanno male, ma nessuno protesta in modo efficace per questo.
Ho visto un posto dove uomini orribili usano la loro superiore forza fisica per distruggere vite di donne e bambini che non possono nemmeno reagire a questa violenza perchè sono più deboli.
Potrei continuare per molte altre righe ancora ma mi fermo.
Mi sarebbe piaciuto vedere un posto dove l'equilibrio della natura regnasse sovrano, in un tempo lontano, quando ancora il male peggiore che affligge questo mondo, l'uomo, non era nato. Ma essendo io umano non avrò mai il piacere di fare questa conoscenza, e me ne sto qui a vivere in questo posto che mi fa schifo e che si chiama mondo.
P.S. Se qualcuno potesse indicarmi chi è lo spacciatore di Cremonini, forse riuscirei anche io a vedere un mondo che mi piace.
giovedì 28 ottobre 2010
mercoledì 27 ottobre 2010
VAFFANCULO GIOBBE.
Siete giovani? Avete appena finito le scuole superiori e non sapete che indirizzo dare alla vostra vita?
Lasciatevi dare un consiglio, non andate all'università, per l'amor di Dio. Piuttosto andate a coltivare i campi che quello si è un vero lavoro che oltre ad essere fondamentale per la sussitenza dell'uomo è anche in aperto contatto con la natura, gli animali, le quattro stagioni e via dicendo.
Se proprio proprio dovete proseguire il vostro percorso di istruzione almeno cercate di non scegliere corsi di studi che abbiano qualcosa a che fare con la facoltà di Lettere e Filosofia. Io vi ho avvisato.
Se sceglieste di affrontare questi studi potrebbe succedervi quello che sta succedendo a me in questo periodo, ovvero studiare, con il libro di testo in una mano e la Bibbia nell'altra, la figura di Giobbe.
Giobbe è un uomo felice: è ricco, gode di ottima salute, di benessere e di libertà, è proprietario di campi e di greggi, ha dei servi che comanda bonariamente ed è pieno di amici. A un certo punto Dio gli toglie tutto, così, per metterlo alla prova, perchè aveva una sfida in corso con Satana. Giobbe è sconsolato e scoppia in lamenti contro la sua cattiva sorte. Un bel giorno gli amici di Giobbe e Giobbe si ritrovano e parlano di questa sua sventura. I suoi amici gli fanno notare che essendo Dio giusto, non punirebbe mai un uomo corretto con tutte le pene che Giobbe ha dovuto subire. E' chiaro che, magari anche involontariamente, visto che i modi in cui opera Dio non sono conoscibili per l'uomo, Giobbe deve avere fatto qualcosa che ha offeso Dio, e perciò si spiegherebbero anche tutte le pene che ha dovuto patire.
Ma Giobbe dice: "ehy no, io non ho fatto niente di male, so di avere la coscienza completamente a posto".
E i suoi amici : "seeee, certo 'coscienza completamente a posto' si si, come no, e allora perchè Dio ti ha tolto tutto? Dai, avrai fatto qualcosa che lo ha fatto incazzare, magari senza neanche rendertene conto"
E Giobbe : "Egli è unico, e fa ciò che vuole"
Ah, ok, visto che egli è unico può farci patire tutte le pene che vuole, così, anche solo per il suo diletto.
Magari per passare un po' il tempo con il suo amico Satana fa un gioco di questo tipo:
Satana: "Scommettiamo che se gli togli tutti i suoi averi Giobbe ti bestemmia dietro?"
Dio :" Dai vediamo, vediamo, voglio proprio vedere se il mio buon servo Giobbe mi è fedele, e poi mi sembra divertene questa prova". E il buon Giobbe non gli bestemmia dietro. Mai. Il Signore da, il Signore toglie, sia benedetto comunque il suo nome, dice Giobbe.
Ma che giustizia c'è in tutto ciò? Non dovrebbe premiare i buoni? No. Se gli tira il culo lui può decidere di mettere alla prova i buoni. E fargli patire un sacco di pene e torture anche se questo povero essere ha sempre condotto una vita giusta e corretta, senza mai fare nulla di male. Questa si che è giustizia, anzi, è Giustizia Divina.
Ma in tutta questa storia c'era qualcuno, una piccola comparsa sottovalutata, che secondo me, l'aveva vista lunga:
Moglie di Giobbe: "Rimani ancor fermo nella tua probità? Impreca Dio e muori!"
(Giobbe 2,9.).
Lasciatevi dare un consiglio, non andate all'università, per l'amor di Dio. Piuttosto andate a coltivare i campi che quello si è un vero lavoro che oltre ad essere fondamentale per la sussitenza dell'uomo è anche in aperto contatto con la natura, gli animali, le quattro stagioni e via dicendo.
Se proprio proprio dovete proseguire il vostro percorso di istruzione almeno cercate di non scegliere corsi di studi che abbiano qualcosa a che fare con la facoltà di Lettere e Filosofia. Io vi ho avvisato.
Se sceglieste di affrontare questi studi potrebbe succedervi quello che sta succedendo a me in questo periodo, ovvero studiare, con il libro di testo in una mano e la Bibbia nell'altra, la figura di Giobbe.
Giobbe è un uomo felice: è ricco, gode di ottima salute, di benessere e di libertà, è proprietario di campi e di greggi, ha dei servi che comanda bonariamente ed è pieno di amici. A un certo punto Dio gli toglie tutto, così, per metterlo alla prova, perchè aveva una sfida in corso con Satana. Giobbe è sconsolato e scoppia in lamenti contro la sua cattiva sorte. Un bel giorno gli amici di Giobbe e Giobbe si ritrovano e parlano di questa sua sventura. I suoi amici gli fanno notare che essendo Dio giusto, non punirebbe mai un uomo corretto con tutte le pene che Giobbe ha dovuto subire. E' chiaro che, magari anche involontariamente, visto che i modi in cui opera Dio non sono conoscibili per l'uomo, Giobbe deve avere fatto qualcosa che ha offeso Dio, e perciò si spiegherebbero anche tutte le pene che ha dovuto patire.
Ma Giobbe dice: "ehy no, io non ho fatto niente di male, so di avere la coscienza completamente a posto".
E i suoi amici : "seeee, certo 'coscienza completamente a posto' si si, come no, e allora perchè Dio ti ha tolto tutto? Dai, avrai fatto qualcosa che lo ha fatto incazzare, magari senza neanche rendertene conto"
E Giobbe : "Egli è unico, e fa ciò che vuole"
Ah, ok, visto che egli è unico può farci patire tutte le pene che vuole, così, anche solo per il suo diletto.
Magari per passare un po' il tempo con il suo amico Satana fa un gioco di questo tipo:
Satana: "Scommettiamo che se gli togli tutti i suoi averi Giobbe ti bestemmia dietro?"
Dio :" Dai vediamo, vediamo, voglio proprio vedere se il mio buon servo Giobbe mi è fedele, e poi mi sembra divertene questa prova". E il buon Giobbe non gli bestemmia dietro. Mai. Il Signore da, il Signore toglie, sia benedetto comunque il suo nome, dice Giobbe.
Ma che giustizia c'è in tutto ciò? Non dovrebbe premiare i buoni? No. Se gli tira il culo lui può decidere di mettere alla prova i buoni. E fargli patire un sacco di pene e torture anche se questo povero essere ha sempre condotto una vita giusta e corretta, senza mai fare nulla di male. Questa si che è giustizia, anzi, è Giustizia Divina.
Ma in tutta questa storia c'era qualcuno, una piccola comparsa sottovalutata, che secondo me, l'aveva vista lunga:
Moglie di Giobbe: "Rimani ancor fermo nella tua probità? Impreca Dio e muori!"
(Giobbe 2,9.).
martedì 26 ottobre 2010
venerdì 22 ottobre 2010
IN ATTESA.
Ci sono di quelle sere che quando esci da lavoro non hai voglia di fare la via più breve per tornare a casa.
A volte scegli di prendere la strada più lunga, così, solo per pensare un po'.
E ad un tratto ti rendi conto che la tua non è proprio una riflessione, una meditazione, quanto piuttosto una logorante attesa. Un'attesa che si prolunga da molto tempo.
Sei li, in macchina, che guidi sotto la pioggia alle undici di sera di un banalissimo giovedì e ti rendi conto che sei in attesa di quel qualcosa da veramente tanto tempo, forse da tutta la vita, ma questo qualcosa non ha proprio intenzione di arrivare. E in più tu nemmeno sai che cosa è, questo qualcosa.
Potrebbe essere un evento che aspetta il momento buono per farsi realtà, ma sembra che il momento buono non arrivi mai.
Potrebbere essere una persona, peccato però che tu quella persona non la incontrerai mai.
Potrebbe essere una notizia importante che ti aspetta dietro l'angolo, solo che tu non sai dietro quale angolo ti stia aspettando.
Potrebbe essere una coincidenza, ma tu sei sempre l'uomo sbagliato nel posto sbagliato.
Potresti averlo già vissuto e non averlo mai riconosciuto.
Potrebbe essere un incidente, quel tipo di incidente che dopo che ci hai sbattuto la testa ben forte, ti fa vedere le cose meglio, ti apre un altra prospettiva e allora il tuo modo di vedere la realtà cambia, e tu con esso.
Potrebbe essere di tutto, ma tu non hai la capacità di riconoscerlo nel momento in cui lo vivrai e allora te ne rimani li, in perenne attesa, di qualcosa che non arriverà mai.
A volte scegli di prendere la strada più lunga, così, solo per pensare un po'.
E ad un tratto ti rendi conto che la tua non è proprio una riflessione, una meditazione, quanto piuttosto una logorante attesa. Un'attesa che si prolunga da molto tempo.
Sei li, in macchina, che guidi sotto la pioggia alle undici di sera di un banalissimo giovedì e ti rendi conto che sei in attesa di quel qualcosa da veramente tanto tempo, forse da tutta la vita, ma questo qualcosa non ha proprio intenzione di arrivare. E in più tu nemmeno sai che cosa è, questo qualcosa.
Potrebbe essere un evento che aspetta il momento buono per farsi realtà, ma sembra che il momento buono non arrivi mai.
Potrebbere essere una persona, peccato però che tu quella persona non la incontrerai mai.
Potrebbe essere una notizia importante che ti aspetta dietro l'angolo, solo che tu non sai dietro quale angolo ti stia aspettando.
Potrebbe essere una coincidenza, ma tu sei sempre l'uomo sbagliato nel posto sbagliato.
Potresti averlo già vissuto e non averlo mai riconosciuto.
Potrebbe essere un incidente, quel tipo di incidente che dopo che ci hai sbattuto la testa ben forte, ti fa vedere le cose meglio, ti apre un altra prospettiva e allora il tuo modo di vedere la realtà cambia, e tu con esso.
Potrebbe essere di tutto, ma tu non hai la capacità di riconoscerlo nel momento in cui lo vivrai e allora te ne rimani li, in perenne attesa, di qualcosa che non arriverà mai.
martedì 19 ottobre 2010
MR. CLEAN.
Mr. Clean mi ha detto che quella sei veramente tu, mi sorprende vedere come sei diventata grossa e stupida.
E so che NON PUOI cambiare il tuo stile di vita un'altra volta.
E so che NON PUOI cambiare il tuo stile di vita un'altra volta.
È UN PAESE PER VECCHI.
Vivo in un piccolissimo paese di provincia, in aperta campagna.
L'attrazione principale di questo paese è la chiesa, per il resto non c'è altro.
Solo una grossa chiesa in mezzo ad enormi campi coltivati da uomini stanchi.
La gente che vive in questo angusto paesino è molto particolare, è diversa dagli altri, è diversa da tutti voi. Qui non si muore mai.
I bambini diventano adulti, e gli adulti diventano vecchi, ma qui il meccanismo si inceppa. Non interviene la morte a fare quello che ci sarebbe da fare, ovvero spazzare via questi uomini-morti che camminano. E il problema purtroppo è che queste persone in fase di metastasi avanzata, non solo camminano, ma sono sempre in giro a bordo di biciclette, vespe, lambrette, apecar, trattori, cariole automatizzate, e purtroppo anche auto, suv, fuoristrada e molto altro ancora.
E te li vedi che partono alla mattina presto,verso le 6-6.30 con le prime luci dell'alba, per raggiungere il loro luogo di ritrovo. Partono piano, con calma e lentezza, e vanno ad occupare la strada principale del paese, quella che passa davanti la chiesa. La strada principale a quell'ora è anche piena di adulti normali che vanno a lavoro, e che devono trovarsi a lavoro entro un orario prestabilito. Ma queste povere persone sono ostacolate dal novantenne in apecar che avanzando ai 30km orari si reca dall'altra parte del paese per la colazione, che nella maggior parte dei casi è un caffè corretto vecchia romagna e una vecchia romagna. Ma perchè il gioviale vecchietto deve andare proprio dall'altra parte del paese per la colazione, non ci sono altri bar in paese? Ma certo che si, ci sono eccome, anzi c'è un barrettino molto carino ed ospitale proprio sotto la casa del gaudio novantenne, ma, da tempo immemore ormai, il vecchio ha stabilito che in quel bar non ci mette più piede. Perchè? Perchè quello è il bar dove va Orazio, quello che dieci anni fa, mentre stavano facendo i lavori di ristrutturazione alla strada, sosteneva che fosse da fare più larga di 2centimetri, mentre invece era ovvio che fosse da restringere, semmai, di un paio di centimetri. E con questa motivazione il nostro beneamato vecchiaccio si mette in strada, intoppando tutta la povera gente che deve andare a lavorare, perchè lui deve andare nel bar dall'altra parte del paese.
Alle ore 12, con 10 vecchie romagne e 2 litri di prosecco nello stomaco e nella testa, il nonnetto si alza e parte per raggiungere la consorte a casa per il pranzo. Torna nella sua apecar, mette in moto, e sparato agli 80 va sempre dritto perchè è in ritardo. Non si ferma dove deve dare la precedenza, non si ferma agli stop, e non si ferma al semaforo, che nemmeno vede poveretto. A quell'ora in centro, ovvero, davanti alla chiesa, proprio dove passa la strada, c'è un auto della polizia ferma con etilometro e autovelox alla mano. E dalla parte opposta della strada da cui sta arrivando il vecchio, stanno arrivando un gruppo di ragazzini appena maggiorenni su una punto bianca, che hanno saltato scuola per paura del compito in classe di matematica. I ragazzini erano appena stati al parco e avevano fumato. Gli schieramenti sono ora al loro posto: al centro, gli sbirroni, a destra il vecchio in apecar che fa gli 80, a sinistra i ragazzini in punto bianca che fanno i 50 perchè sono in pieno centro abitato, e perchè da lontano hanno visto l'auto della polizia, e quindi sono anche in un leggero stato di terrore. Il vigilie abbassa la paletta al conducente della vettura bianca nonostante il conducente avesse cinture allacciate e rispettasse i limiti di velocità.
Sbirro: “Se la sente di sottoporsi all'acol test?”
Ragazzo : “Certo sono solo le 12 del mattino, non ho bevuto”
Sbirro: "Ok, soffia forte qui dentro"
Il ragazzo soffia.
Sbirro: "Ok, soffia forte qui dentro"
Il ragazzo soffia.
Sbirro :” Si bene. L'acool test è a posto”
Ragazzo: “Bene”
Sbirro “Beh, allora se la sentirà anche di sottoporsi al drogatest?”
Ragazzo, tremando: “Ok”.
Sbirro: “Ahah, positivo ai cannabinoidi, bene bene mi segua”
Ragazzo ormai terrorizzato “Ma...ma..... e la mia macchina?”
Sbirro: “Oh, non si preoccupi gliela sequestriamo noi”.
Dall'altra parte della strada passa il vecchio che sbandando e rischiando di sbattere contro la chiesa urla “ Signor poliziotto, siate duri con qui ragazzacci, non la devono passare liscia.”
Il giorno dopo il diciottenne non ha più la patente, ha una multa da pagare enorme, i suoi genitori saranno incazzatissimi e lo vedranno come un drogato, cosa che probabilmente a lungo andare, lo farà veramente diventare un drogato.
E il vecchio?
Il vecchio il giorno dopo alle sei mette il suo culone molle nell'apecar e parte, per andare al bar ed ordinare “un caffe corretto vecchia romagna, e una vecchia romagna”.
E il giorno dopo ancora, e quello dopo ancora, così all'infinito, senza morire mai.
lunedì 18 ottobre 2010
FINIRA'.
Nella vita tutto finisce.
Finirà il dolore, ma finirà anche la gioia.
Finiranno le tue caramelle preferite che tieni segretamente chiuse nel cassetto.
Finiranno le spregievoli umiliazioni che la vita ti riserva.
Finirà l'età dell'inconsapevolezza e dell'immaturità, e finirà anche l'età della ragione, della maturità e della senilità.
Tutto finirà in niente. Nel Nulla più totale.
Ciò che importa, a questo punto, è chiedersi solamente una cosa: Ma almeno,alla fine, ne è valsa la pena?
E la risposta sarà NO.
Finirà il dolore, ma finirà anche la gioia.
Finiranno le tue caramelle preferite che tieni segretamente chiuse nel cassetto.
Finiranno le spregievoli umiliazioni che la vita ti riserva.
Finirà l'età dell'inconsapevolezza e dell'immaturità, e finirà anche l'età della ragione, della maturità e della senilità.
Tutto finirà in niente. Nel Nulla più totale.
Ciò che importa, a questo punto, è chiedersi solamente una cosa: Ma almeno,alla fine, ne è valsa la pena?
E la risposta sarà NO.
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