venerdì 22 ottobre 2010

IN ATTESA.

Ci sono di quelle sere che quando esci da lavoro non hai voglia di fare la via più breve per tornare a casa.
A volte scegli di prendere la strada più lunga, così, solo per pensare un po'.
E ad un tratto ti rendi conto che la tua non è proprio una riflessione, una meditazione, quanto piuttosto una logorante attesa. Un'attesa che si prolunga da molto tempo.
Sei li, in macchina, che guidi sotto la pioggia alle undici di sera di un banalissimo giovedì e ti rendi conto che sei in attesa di quel qualcosa da veramente tanto tempo, forse da tutta la vita, ma questo qualcosa non ha proprio intenzione di arrivare. E in più tu nemmeno sai che cosa è, questo qualcosa.
Potrebbe essere un evento che aspetta il momento buono per farsi realtà, ma sembra che il momento buono non arrivi mai.
Potrebbere essere una persona, peccato però che tu quella persona non la incontrerai mai.
Potrebbe essere una notizia importante che ti aspetta dietro l'angolo, solo che tu non sai dietro quale angolo ti stia aspettando.
Potrebbe essere una coincidenza, ma tu sei sempre l'uomo sbagliato nel posto sbagliato.
Potresti averlo già vissuto e non averlo mai riconosciuto.
Potrebbe essere un incidente, quel tipo di incidente che dopo che ci hai sbattuto la testa ben forte, ti fa vedere le cose meglio, ti apre un altra prospettiva e allora il tuo modo di vedere la realtà cambia, e tu con esso.
Potrebbe essere di tutto, ma tu non hai la capacità di riconoscerlo nel momento in cui lo vivrai e allora te ne rimani li, in perenne attesa, di qualcosa che non arriverà mai.

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