mercoledì 27 ottobre 2010

VAFFANCULO GIOBBE.

Siete giovani? Avete appena finito le scuole superiori e non sapete che indirizzo dare alla vostra vita?
Lasciatevi dare un consiglio, non andate all'università, per l'amor di Dio. Piuttosto andate a coltivare i campi che quello si è un vero lavoro che oltre ad essere fondamentale per la sussitenza dell'uomo è anche in aperto contatto con la natura, gli animali, le quattro stagioni e via dicendo.
Se proprio proprio dovete proseguire il vostro percorso di istruzione almeno cercate di non scegliere corsi di studi che abbiano qualcosa a che fare con la facoltà di Lettere e Filosofia. Io vi ho avvisato.
Se sceglieste di affrontare questi studi potrebbe succedervi quello che sta succedendo a me in questo periodo, ovvero studiare, con il libro di testo in una mano e la Bibbia nell'altra, la figura di Giobbe.
Giobbe è un uomo felice: è ricco, gode di ottima salute, di benessere e di libertà, è proprietario di campi e di greggi, ha dei servi che comanda bonariamente ed è pieno di amici. A un certo punto Dio gli toglie tutto, così, per metterlo alla prova, perchè aveva una sfida in corso con Satana. Giobbe è sconsolato e scoppia in lamenti contro la sua cattiva sorte. Un bel giorno gli amici di Giobbe e Giobbe si ritrovano e parlano di questa sua sventura. I suoi amici gli fanno notare che essendo Dio giusto, non punirebbe mai un uomo corretto con tutte le pene che Giobbe ha dovuto subire. E' chiaro che, magari anche involontariamente, visto che i modi in cui opera Dio non sono conoscibili per l'uomo, Giobbe deve avere fatto qualcosa che ha offeso Dio, e perciò si spiegherebbero anche tutte le pene che ha dovuto patire.
Ma Giobbe dice: "ehy no, io non ho fatto niente di male, so di avere la coscienza completamente a posto".
E i suoi amici : "seeee, certo 'coscienza completamente a posto' si si, come no, e allora perchè Dio ti ha tolto tutto? Dai, avrai fatto qualcosa che lo ha fatto incazzare, magari senza neanche rendertene conto"
E Giobbe : "Egli è unico, e fa ciò che vuole"
Ah, ok, visto che egli è unico può farci patire tutte le pene che vuole, così, anche solo per il suo diletto.
Magari per passare un po' il tempo con il suo amico Satana fa un gioco di questo tipo:
Satana: "Scommettiamo che se gli togli tutti i suoi averi Giobbe ti bestemmia dietro?"
Dio :" Dai vediamo, vediamo, voglio proprio vedere se il mio buon servo Giobbe mi è fedele, e poi mi sembra divertene questa prova". E il buon Giobbe non gli bestemmia dietro. Mai. Il Signore da, il Signore toglie, sia benedetto comunque il suo nome, dice Giobbe.
Ma che giustizia c'è in tutto ciò? Non dovrebbe premiare i buoni? No. Se gli tira il culo lui può decidere di mettere alla prova i buoni. E fargli patire un sacco di pene e torture anche se questo povero essere ha sempre condotto una vita giusta e corretta, senza mai fare nulla di male. Questa si che è giustizia, anzi, è Giustizia Divina.
Ma in tutta questa storia c'era qualcuno, una piccola comparsa sottovalutata, che secondo me, l'aveva vista lunga:
Moglie di Giobbe: "Rimani ancor fermo nella tua probità? Impreca Dio e muori!"
(Giobbe 2,9.).

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