martedì 19 ottobre 2010

È UN PAESE PER VECCHI.

Vivo in un piccolissimo paese di provincia, in aperta campagna.
L'attrazione principale di questo paese è la chiesa, per il resto non c'è altro.
Solo una grossa chiesa in mezzo ad enormi campi coltivati da uomini stanchi.
La gente che vive in questo angusto paesino è molto particolare, è diversa dagli altri, è diversa da tutti voi. Qui non si muore mai.
I bambini diventano adulti, e gli adulti diventano vecchi, ma qui il meccanismo si inceppa. Non interviene la morte a fare quello che ci sarebbe da fare, ovvero spazzare via questi uomini-morti che camminano. E il problema purtroppo è che queste persone in fase di metastasi avanzata, non solo camminano, ma sono sempre in giro a bordo di biciclette, vespe, lambrette, apecar, trattori, cariole automatizzate, e purtroppo anche auto, suv, fuoristrada e molto altro ancora.
E te li vedi che partono alla mattina presto,verso le 6-6.30 con le prime luci dell'alba, per raggiungere il loro luogo di ritrovo. Partono piano, con calma e lentezza, e vanno ad occupare la strada principale del paese, quella che passa davanti la chiesa. La strada principale a quell'ora è anche piena di adulti normali che vanno a lavoro, e che devono trovarsi a lavoro entro un orario prestabilito. Ma queste povere persone sono ostacolate dal novantenne in apecar che avanzando ai 30km orari si reca dall'altra parte del paese per la colazione, che nella maggior parte dei casi è un caffè corretto vecchia romagna e una vecchia romagna. Ma perchè il gioviale vecchietto deve andare proprio dall'altra parte del paese per la colazione, non ci sono altri bar in paese? Ma certo che si, ci sono eccome, anzi c'è un barrettino molto carino ed ospitale proprio sotto la casa del gaudio novantenne, ma, da tempo immemore ormai, il vecchio ha stabilito che in quel bar non ci mette più piede. Perchè? Perchè quello è il bar dove va Orazio, quello che dieci anni fa, mentre stavano facendo i lavori di ristrutturazione alla strada, sosteneva che fosse da fare più larga di 2centimetri, mentre invece era ovvio che fosse da restringere, semmai, di un paio di centimetri. E con questa motivazione il nostro beneamato vecchiaccio si mette in strada, intoppando tutta la povera gente che deve andare a lavorare, perchè lui deve andare nel bar dall'altra parte del paese.
Alle ore 12, con 10 vecchie romagne e 2 litri di prosecco nello stomaco e nella testa, il nonnetto si alza e parte per raggiungere la consorte a casa per il pranzo. Torna nella sua apecar, mette in moto, e sparato agli 80 va sempre dritto perchè è in ritardo. Non si ferma dove deve dare la precedenza, non si ferma agli stop, e non si ferma al semaforo, che nemmeno vede poveretto. A quell'ora in centro, ovvero, davanti alla chiesa, proprio dove passa la strada, c'è un auto della polizia ferma con etilometro e autovelox alla mano. E dalla parte opposta della strada da cui sta arrivando il vecchio, stanno arrivando un gruppo di ragazzini appena maggiorenni su una punto bianca, che hanno saltato scuola per paura del compito in classe di matematica. I ragazzini erano appena stati al parco e avevano fumato. Gli schieramenti sono ora al loro posto: al centro, gli sbirroni, a destra il vecchio in apecar che fa gli 80, a sinistra i ragazzini in punto bianca che fanno i 50 perchè sono in pieno centro abitato, e perchè da lontano hanno visto l'auto della polizia, e quindi sono anche in un leggero stato di terrore. Il vigilie abbassa la paletta al conducente della vettura bianca nonostante il conducente avesse cinture allacciate e rispettasse i limiti di velocità.
Sbirro: “Se la sente di sottoporsi all'acol test?”
Ragazzo : “Certo sono solo le 12 del mattino, non ho bevuto”
Sbirro: "Ok, soffia forte qui dentro"
Il ragazzo soffia.
Sbirro :” Si bene. L'acool test è a posto”
Ragazzo: “Bene”
Sbirro “Beh, allora se la sentirà anche di sottoporsi al drogatest?”
Ragazzo, tremando: “Ok”.
Sbirro: “Ahah, positivo ai cannabinoidi, bene bene mi segua”
Ragazzo ormai terrorizzato “Ma...ma..... e la mia macchina?”
Sbirro: “Oh, non si preoccupi gliela sequestriamo noi”.
Dall'altra parte della strada passa il vecchio che sbandando e rischiando di sbattere contro la chiesa urla “ Signor poliziotto, siate duri con qui ragazzacci, non la devono passare liscia.”
Il giorno dopo il diciottenne non ha più la patente, ha una multa da pagare enorme, i suoi genitori saranno incazzatissimi e lo vedranno come un drogato, cosa che probabilmente a lungo andare, lo farà veramente diventare un drogato.
E il vecchio?
Il vecchio il giorno dopo alle sei mette il suo culone molle nell'apecar e parte, per andare al bar ed ordinare “un caffe corretto vecchia romagna, e una vecchia romagna”.
E il giorno dopo ancora, e quello dopo ancora, così all'infinito, senza morire mai.

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