Ugo era un grosso e possente tagliaboschi.
Abbatteva alberi tutti i giorni e poi li intagliava e li modellava. Faceva delle bellissime sculture, era un vero artista e lo faceva con passione.
Fu chiamato a lavorare da un amico del suo vicino per una famiglia che voleva disfarsi di un albero secco e ormai morto. Ugo partì presto quella mattina, raggiunse i signori Marchesi e rimase meravigliato alla vista del loro splendido giardino.
Avevano un laghetto bello grande ed alcuni grossi e silenziosi cigni che vi stavano ammollo, e nell'angolo dietro, sulla destra, un grande platano mezzo morto.
Aveva un buco cavo molto profondo nel tronco, e i grossi rami principali erano tutti secchi.
Ugo iniziò il suo lavoro. Preparò le motoseghe, alzò le sponde del furgone e lo direzionò verso l'albero, così avrebbe potuto raccogliere facilmente i rami potati.
Indossò pure il caschetto di sicurezza e si incamminò verso la pianta.
Qui fu raggiunto da una grosso cigno che si interpose minacciosamente tra lui e l'albero.
Ugo sorrise, e iniziò a gridargli contro: "Quuaaa, Quuaaa", mentre agitava le braccia in aria.
Il cigno lo guardò stranito ed aprì completamente le sue ali, rimanendo in silenzio.
L'apertura alare del pennuto fece spegnere il sorriso sulla faccia di Ugo.
Era solo un cigno, ma diavolo, quanto era grosso.
Da dietro arrivarono altri due cigni, che sorpresero un ignaro Ugo con una grossa starnazzata.
Si prese una paura fottuta. Gridò. Accese la motosega e scivolò a terra inciampandosi nei suoi stessi piedi. Fu un attimo. La motosega cadde accesa sul suo addome, e fece il suo sporco lavoro.
Poteva tagliare grossi tronchi, e tagliò Ugo in due come se fosse un panetto di burro.
I cigni se ne tornarono ordinatamente, in silenzio, nel loro laghetto ed il corpo di Ugo rimase lì, a terra, diviso in due.
giovedì 30 agosto 2012
mercoledì 15 agosto 2012
GUARDATEVELO.
Per chi non l'avesse mai visto, questo è un pezzo del film Acid House, tratto dall'omonima raccolta di racconti di Welsh.
Se invece l'hai già visto riguardatelo e riflettici sopra.
Se invece l'hai già visto riguardatelo e riflettici sopra.
martedì 14 agosto 2012
IL FUSTACCHIONE DEL MARE.
Che situazione assurda, quella volta.
Io e la mia ragazza eravamo ad una bellissima festa sulla spiaggia, con tanto di falò e di giocolieri mangiafuoco. Lei chiacchierava con le sue amiche, io me ne stavo in disparte, da solo. Conoscevo da poco tempo lei, ed erano le prime volte che incontravo i suoi amici.
Vivevamo un tristissimo amore a distanza, e pian piano, con molta cautela, stavamo iniziando a conoscere l'uno l'ambiente e le frequentazioni dell'altro.
Ed io me ne stavo da solo davanti al bancone del bar, mentre la festa esplodeva, quando arrivò 'sto tizio che mi chiese:
"Ciao, tu chi sei? Sei il ragazzo di Gianna?"
Stavamo già assieme da un po'.
Avevamo già fatto tutto quello che c'era da fare.
Ma a quel bel ragazzotto decisi di mentire:
"No, macchè, sono solo un amico d'università, ho approfittato dell'invito di Gianna per farmi qualche giorno al mare, tutto qui."
"Ah, ecco, infatti non ti avevo mai visto prima."
"Neanche io ti ho mai visto, comunque è un piacere."
Poi si allontanò.
Tornò dopo qualche minuto:
"Ehy, sai cosa mi stavo chiedendo?"
"No, dimmi, cosa ti chiedevi?"
"Ecco, mi chiedevo a quale livello di confidenza sia questa tua amicizia con Gianna? Ho sentito che parlava di te, l'altro giorno al bar..."
"..boh..direi ad un livello medio, normali amici, perché?"
"Beh, perché a ma Gianna piace, è già da un po' che le sto dietro, però boh, sembra che non ci voglia stare con me."
"Aaah, mi dispiace."
"Ecco, insomma, stavo pensando che magari potevi mettere tu una buona parola per me, visto che è così tanto tua amica."
"Cosa?"
"Si, insomma, dille che mi piace. Che mi piace molto. E che sono un bravo ragazzo e che la tratterei bene. Non ti sembra che saremmo una bella coppia, insieme, io e lei?"
"Oh, sareste sicuramente una bellissima coppia."
"Dai allora fammi 'sto favore amico, glielo dici?"
Mi stava ridendo ogni singola parte del corpo. Ogni singolo muscolo si stava facendo una grassa risata. Ma questo rimbecillito proprio non s'era reso conto che quello che sarebbe andato a dormire ospitato nel bel lettone di Gianna ero io, e non lui? Che cazzo ci stavo a fare io lì, secondo lui? Perché mai la bella Gianna mi ospitava a casa sua? Così bello, così abbronzato e muscoloso, e così incredibilmente stupido e poco perspicace, quel bel fustacchione del mare.
Con un sorriso beffardo sulle labbra gli risposi, sottovoce:
"Ti giuro che questa notte mentre starò saltando sul bel letto di Gianna mi ricorderò sicuramente di parlarle di te, bello mio, te lo assicuro."
Avreste dovuto vedere la sua faccia, mentre andavo sorridendo dalla bella Gianna.
giovedì 9 agosto 2012
ESSERE FELICI.
Solo quando la smetteremo di inseguire ciò che non esiste,
solo allora, saremo davvero felici.
solo allora, saremo davvero felici.
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