giovedì 30 agosto 2012

IL TAGLIABOSCHI.

Ugo era un grosso e possente tagliaboschi.
Abbatteva alberi tutti i giorni e poi li intagliava e li modellava. Faceva delle bellissime sculture, era un vero artista e lo faceva con passione.
Fu chiamato a lavorare da un amico del suo vicino per una famiglia che voleva disfarsi di un albero secco e ormai morto. Ugo partì presto quella mattina, raggiunse i signori Marchesi e rimase meravigliato alla vista del loro splendido giardino.
Avevano un laghetto bello grande ed alcuni grossi e silenziosi cigni che vi stavano ammollo, e nell'angolo dietro, sulla destra, un grande platano mezzo morto.
Aveva un buco cavo molto profondo nel tronco, e i grossi rami principali erano tutti secchi.
Ugo iniziò il suo lavoro. Preparò le motoseghe, alzò le sponde del furgone e lo direzionò verso l'albero, così avrebbe potuto raccogliere facilmente i rami potati.
Indossò pure il caschetto di sicurezza e si incamminò verso la pianta.
Qui fu raggiunto da una grosso cigno che si interpose minacciosamente tra lui e l'albero.
Ugo sorrise, e iniziò a gridargli contro: "Quuaaa, Quuaaa", mentre agitava le braccia in aria.
Il cigno lo guardò stranito ed aprì completamente le sue ali, rimanendo in silenzio.
L'apertura alare del pennuto fece spegnere il sorriso sulla faccia di Ugo.
Era solo un cigno, ma diavolo, quanto era grosso.
Da dietro arrivarono altri due cigni, che sorpresero un ignaro Ugo con una grossa starnazzata.
Si prese una paura fottuta. Gridò. Accese la motosega e scivolò a terra inciampandosi nei suoi stessi piedi. Fu un attimo. La motosega cadde accesa sul suo addome, e fece il suo sporco lavoro.
Poteva tagliare grossi tronchi, e tagliò Ugo in due come se fosse un panetto di burro.
I cigni se ne tornarono ordinatamente, in silenzio, nel loro laghetto ed il corpo di Ugo rimase lì, a terra, diviso in due.


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