giovedì 25 agosto 2011

GIANNI E IL TOPO.

Era una notte buia ma non tempestosa, quando all'improvviso Gianni si svegliò di soprassalto.
Il cane era impazzito, stava abbaiando forte contro un mobile della sua casa in campagna. La sua adorata casa in campagna, ereditata dai genitori, che il comune voleva abbattere perchè era situata proprio in mezzo al suolo della nuova tangenziale in costruzione.
Gianni ordinò al suo cane di sedersi e fare silenzio, ed ispezionò il mobile per capire cosa lo avesse fatto impazzire. Ad un primo sguardo non vide nulla e tornò a dormire ordinando al cane di stare buono.
Ma il cane dopo pochi secondi riprese ad abbaiare forte contro il mobile. Abbaiava e grattava con le zampe la superfice liscia del legno. Gianni non riusciva a capire che cosa aveva il suo cane. Rimase per un po' seduto sul pavimento ad osservare, pensando che il suo cane fosse completamente impazzito, poi gli ordinò di fare silenzio. Nel silenzio, Gianni udì un rumore provenire dal mobile, un lavorio forsennato di piccole zampette che squittivano. Gianni realizzò. Un fottutissimo topo. Alle due di notte.
Gianni si sedette sconsolato sul bordo del letto e dopo un'iniziale accesso d'ira si tranquillizzò e realizzò, con suo grande dolore, che quel topo doveva essere fatto fuori seduta stante, e non si poteva tornare a dormire come se nulla fosse.
Gianni prese dal proprio garage sul retro: della colla topicida, alcuni fogli di giornale, un po' di formaggio dal suo frigo, da utilizzare come esca ed alcune noccioline sgusciate.
Piazzò in vari punti strategici della casa i fogli di giornale ricoperti da tanta colla topicida ed una granella di nocciole e formaggio. Gianni chiuse il cane fuori di casa e tornò a dormire soddisfatto del proprio lavoro pensando: domani mi sbarazzerò del corpo.
Alle quattro e mezza di notte gli occhi di Gianni lentamente si riaprirono, disturbati da un lontano ed incessante rumore. Gianni riconobbe subito quel forsennato zampettio e realizzò subito l'accaduto. Inutile a dirlo, le sue trappole avevano funzionato ed ora il topo era lì, incollato a una delle sue trappole, e non riusciva più a staccarsi ma al contempo era ancora vivo e lottava per riuscirci.
Gianni richiuse gli occhi cercando di riprendere sonno, pensando al fatto che in breve tempo il topo sarebbe morto e l'avrebbe smessa di zampettare all'impazzata. Passò un'ora o forse più in uno stato di dormiveglia in cui il nervoso cresceva ad ogni minuto. Ormai estenuato da questo incessante rumore Gianni si alzò rabbioso dal letto. Esaminò alcune trappole e poi lo trovò; eccolo lì, il piccolo bastardo, il classico, fottutissimo, topino di campagna. Era rimasto appiccicato alla sua trappola e cercava di liberarsi producendo quel rumore estenuante, di piccolissimi artigli che grattano e grattano, e che l'avevano tenuto sveglio per tutta la notte, visto che ormai erano le cinque e mezza ed il sole stava per sorgere e lui, di lì ad un'ora, avrebbe dovuto essere sul treno che tutte le mattine lo conduce a lavoro. Non aveva dormito nemmeno un paio d'ore e la sera prima si era ubriacato di vodka e skunk, e la rabbia crebbe in lui guardando quel piccolo essere schifoso che non la smetteva di fare rumore. Crebbe ed esplose. Gianni andò nel garage sul retro ed afferrò il badile. Avanzò verso il topo con uno strano sorriso sul volto, e con il badile stretto in mano. Con un colpetto deciso spiacciccò il topolino che si trasformò in una macchietta di un'interessante colore tra il grigio ed il rosso porpora. Ormai era mattina e non aveva più sonno. Gianni si preparò la colazione ed accese la tv che si sintonizzò subito sul noto spot pubblicitario in cui il protagonista esordisce a gran voce: "Gianni, l'ottimismo è il profumo della vita". Con uno strano sorriso sul volto Gianni bestemmiò ed uscì di casa.

3 commenti:

  1. in izba, a casa di mia nonna, c'è questa cassapanca, no? per anni ci è stato detto che dentro c'era il corpo della vidja, una zia di mio nonno. e per anni ci abbiam creduto ciecamente.

    detto ciò, 'sto gianni è un po' un bastardo. mo' chi pulisce?

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  2. pulisce Gianni, quando ritorna a casa.

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  3. Mi piace molto la parte in cui Gianni bestemmia.

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