E poi finisce sempre allo stesso modo.
La persona sensibile si mangia il fegato per quella frase che la persona arrogante non ricorda nemmeno di aver detto.
L'ingenuo paga anche per il furbo, che invece non sborsa niente.
L'innamorato non si sentirà mai dire ciò che vorrebbe sentirsi dire.
Il debole cede sotto la scarpa del più forte.
Il sognatore aspetta con malinconia ciò che non arriverà mai.
Il bianco perde, il nero vince.
Che tristezza.
Vince chi se ne va per primo.
RispondiEliminaNulla resta mai uguale.
RispondiEliminaLa persona sensibile vede con occhi che l'arrogante non ha mai preso in considerazione di cercare.
L'ingenuo crede, che per quanto sia una cosa stupida, è una delle poche che rendono l'essere umano bello.
L'innamorato segue le chimere, sempre vicino ad agguantarne la coda, è lui stesso che le lascia fuggire.
Lui non vuole il sole, vuole volare alto finché la cera sciogliendosi non gli ricordi il dolore che comporta ciò che cerca.
Il debole cede sotto la scarpa del più forte, niente di più vero.
Il forte non si accorge dell'insetto, vive per essere alpha, inevitabilmente solo.
Il debole vede tutto, eterno omega, dà tutto agli altri.
Con pessimi risultati, senza ricevere nulla in cambio, incespica nella vita, colei che gli farà spesso lo sgambetto.
Ma, al contrario di alpha, ad omega basta UNA sola vittoria per apprezzare il tutto, fosse anche un attimo prima d'esser schiacciato.
Il sognatore non potrebbe vivere in un mondo di sogni, sarebbe ridondante, un appendice.
In un mondo banale persino nella sua imperfezione, la nicchia dei sognatori tiene in vita l'umanità, la inganna e la spinge a tornare a dormire: sa che allo svegliarsi essa morirebbe di crepacuore.
Il bianco e il nero sono la stessa cosa.
Quando il nero cala la spada, capisce che sta uccidendo se stesso.
Quando il bianco si lascia colpire, lo fa per tornar ad essere uno solo con il suo nemico.
Scrivo questo perché la mia bacheca mi avverte che "entro 24 ore questo blog si autodistruggerà" e volevo porgere un saluto, sperando che non si riveli l'ultimo.
ho cambiato idea riguardo l'autodistruzione.
RispondiEliminaOttimo, spero che il poema non te la faccia cambiare di nuovo :-)
RispondiEliminaCarta vince Carta perde.
RispondiEliminaLa Carta la vince La Carta la perde.
E l'ubriaco viene sempre sgamato dall'alcoltest.
Non sei così stupido come ho pensato 15 secondi fa quando ho letto l'altro post. Bravo.
RispondiEliminaPesa vince su tutto.
Tranquillo, a volte il furbo si becca tante di quelle mazzate che rimpiangerà di essere stato furbo.
RispondiEliminama carta, non potevi nascere mio alunno?
RispondiEliminaL'unto vince sullo sgrassatore!
RispondiEliminamerda, mi son perso il primo addio di Sileno.
RispondiEliminava beh, al prossimo non mancherò!
Cazzo, finalmente riesco a commentare! Pensa te, ho letto dell'autodistruzione sulla bacheca e poi non riuscivo più ad accedere ai tuoi commenti! Ma qua è blogger o è il mio pc, ma per fortuna questo blogghe esiste ancora...
RispondiEliminaBello il post e altrettanto bello il commento del nostro caro La Carta. Arrivo tardi ma volevo esprimere il mio apprezzamento a riguardo.
RispondiElimina