venerdì 16 novembre 2012

MASCHERE


Can I ride with you in your BMW ?
You can sail with me in my yellow submarine
You need to find out
'Cos no one's gonna tell you what I'm on about
-Oasis, lontanissimo 1994-


Le persone non sono quello che sembrano.
Tu, il tuo amico, la tua ragazza, io stesso che scrivo da questa tastiera;
siamo solo dei fantocci che possiedono migliaia di maschere che scambiamo e sovrapponiamo a seconda delle circostanze e degli ambienti in cui ci ritroviamo.
Una maschera per andare al bar,
un'altra per andare al lavoro.
una per parlare al tuo migliore amico,
un'altra per il tuo peggior nemico,
una per la tua donna,
un'altra ancora per i tuoi figli.
Ogni circostanza,
ogni contesto,
ogni persona con cui interagiamo ci obbliga a indossare una maschera,
a non mostrare il nostro volto scoperto e nudo.
Può sembrare facile smascherare queste coperture,
ed a volte lo è davvero, può essere più semplice di quel che si crede notare la posticcia menzogna scritta sul volto altrui.
Il problema, però, ed è di considerevole importanza,
è che se anche si riesce a riconoscere la mendace facciata degli altri,
può capitare di non saper più riconoscere il proprio volto,
quello originario,
quello originale,
quello che avevi prima di metterti addosso tutte quelle bugie.
Il tuo volto, anzi no, il tuo Io è talmente abituato ad indossare travestimenti,
a fingere di essere ciò che non sei,
a seguire discussioni codificate da riverenze sociali,
a dire alla gente ciò che vuole sentirsi dire,
che tu puoi smarrire te stesso,
ed un giorno arriverai a non riconoscere più il tuo Io senza maschere
perché l'hai sempre mascherato;
non riuscirai più a ricordare ciò che sei
perché per troppo tempo hai fatto finta di essere ciò che non eri;
non riuscirai più a ricordati cosa volevi dire
perché sei troppo abituato a dire ciò che la gente ama sentirsi dire.
Non ti ritroverai,
non ti riconoscerai,
non saprai più chi sei sotto quella montagna di maschere fittizie
ed allora dimmi, dopo quel giorno,
riuscirai più a parlare con qualcuno mostrandoti per quello che realmente sei,
senza nasconderti,
senza mascherarti,
senza modificare te stesso ed il tuo pensiero?
Riuscirai mai più ad essere semplicemente te stesso?

6 commenti:

  1. alla citazione musicale rispondo così

    poi: hai usato la parola "mendace". clap clap.

    e infine: forse non c'è un IO, forse una scomposizione di II (passamela) è ciò che siamo e in cui ci ritroviamo

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  2. io ho un amico così. ride sguaiatamente alla battute di tutti (anche se penose), se parli da solo con lui è sempre d'accordo con te.
    ma quando ci parla qualcun altro è sempre d'accordo anche con lui. e altre cose così.
    poi sto mio amico ha iniziato a studiare recitazione. ora non sa più uscire dalla parte. recita sempre.

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  3. Hai ragione, non tutti possono essere meravigliosi come me. Ecco perché usano maschere.

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  4. è un gran bel pezzo questo: ho fatto bene a tenermelo caldo per i momenti di sconforto come il lunedì mattina.

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  5. Mumble...difficile commentare questo post senza cadere in banalità trite e ritrite, non che voglia sembrare figa e brillante, ma, visto che mi era piaciuta la riflessione, vorrei solo scriverti qualcosa a cui non avevi pensato.
    Tu dici: "Ogni circostanza, ogni contesto,ogni persona con cui interagiamo ci obbliga a indossare una maschera, a non mostrare il nostro volto scoperto e nudo.", ma in verità nessuno ci punta una pistola alla tempia; il problema siamo noi, perchè siamo noi a sentirci obbligati ad assumere certi atteggiamenti che non ci appartengono per compiacere gli altri, per soddisfarli e far sì che ci diano un giudizio positivo che a sua volta soddisfi il nostro ego. Insomma siamo vittime del nostro egocentrismo: ecco tutto. Io credo invece che noi sappiamo perfettamente chi siamo, e sappiamo riconoscerci altrimenti non avremmo motivo di nasconderci.
    Ma forse avevi già pensato anche a questo.

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  6. thunder, sinceramente è come se mi puntassero la pistola alla testa, se ci pensi bene: il problema è che la società in cui viviamo ci vuole in un determinato modo, chi è diverso da questo modello standardizzato viene escluso dalla società, ma come tu ben saprai l'uomo è un animale sociale: difficilmente starà bene se rimane solo, ed io ricerco la mia felicità, quindi non posso fare altro che piegarmi ai modelli comportamentali della società in cui sto, che mi piaccia o meno. E piego il mio essere non per il mio egocentrismo, ma perché se voglio continuare a vivere nella nostra schifosissima vita sociale sono obbligato a farlo.

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