venerdì 1 febbraio 2013

IL GIUDICE.

Ma quanto cazzo siamo bravi a giudicare, eh?
E a giudicare tutto, qualsiasi evento, persona, fenomeno: ogni cosa, quasi a random.
Diamo sentenze definitive senza nemmeno conoscere i fatti: figuriamoci altri anteffatti ed annessi. Ci immoliamo per idee che nemmeno abbiamo compreso, saliamo sul gradino più alto, sul podio dell'arroganza, per dare lezioni di vita e dire a tutti cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Non ha importanza il fatto che giusto e sbagliato siano concetti relativi al contesto in cui vengono collocati: noi ce ne sbattiamo le palle dei contesti e del relativismo, perché noi, dall'alto delle nostre grandi, sensazionali ed esaltanti esperienze personali sappiamo cosa è male e cosa è bene, e non solo lo sappiamo per noi stessi, ma per tutti quanti.
Se solo riuscissimo a vedere al di là della nostra piccola esistenza, delle nostre banalissime esperienze e del nostro pompatissimo ego, quanto sia impossibile giudicare fatti e persone: quanto è assurdamente insensato arrivare a conclusioni senza conoscere gli eventi che hanno portato ad una determinata circostanza, e quanto sia demenziale sparare sentenze su ciò che non si conosce.
Ma noi siamo fatti così: ci sentiamo in diritto di dire ciò che vogliamo e ci crediamo in dovere di dirlo per il bene del prossimo. Il bene del prossimo, fermati e pensaci su un momento: non sai nemmeno cosa sia il bene per te stesso, come puoi saperlo per gli altri? E se qualcuno chiede spiegazioni, ci domanda come facciamo ad essere così sicuri di quel che diciamo o se ne siamo proprio certi, noi iniziamo a sbrodolare giustificazioni: un mare di "IO lo so, IO l'ho visto, IO l'ho saputo da mio cugino, IO ti dico che è così, IO è una vita che lavoro in quest'ambito ed insomma, fidati di me, perché IO lo so, le ho già viste queste cose". Ma tu, egregio signor IO, ti sei mai soffermato a guardare te stesso e a giudicare la tua condotta? E come ti proclami, innocente o colpevole? Ah si, avrei dovuto immaginarlo, una persona integerrima come te non poteva di certo essere un colpevole.

3 commenti:

  1. secondo te perché ho cancellato il commento?
    perché ho sbagliato ad esprimere un giudizio...
    perché come dici non conosco nulla, dunque ho scritto solo un commento sull' onda delle mie emozioni, sbagliando, ti chiedo umilmente scusa.

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  2. hai completamente ragione, dovremmo farci tutti un esame di coscienza.

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  3. Vuoi sapere un segreto? Io sono il cugino che dice le cose agli altri.

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