domenica 3 novembre 2013


Un sorriso gentile, comprensivo ed una pacca sulla spalla.
Poi la frase: "Ehy, oggi proprio non ci sei con la testa eh?".
Il mio sguardo torvo si è rigirato su di te incontrando il tuo faccione giocondo e la mia bocca, senza che il cervello si prendesse la briga di filtrare il pensiero, ti ha risposto: "ma che cazzo dici?"
"No, niente, scusa, è che ti stai fumando una delle mie sigarette, ma non preoccuparti, è lo stesso."
"Cosa?"
"Sì, vedi, quella lì è una marlboro (ed intanto il tuo indice saccente segnava la scritta "marlboro" poco sopra il filtro della sigaretta che stavo fumando); le tue sigarette e le mie erano entrambe sul tavolo e tu ne hai presa una dal mio pacchetto".
Uno sguardo furtivo per vedere che non ci fosse nessuno in giro e le mie mani hanno velocemente raggiunto la tua gola. E mentre spingevo e spingevo facendoti entrare i pollici nella carotide gridavo: "ma hai un idea di quante ore ho dormito stanotte? No che non ce l'hai, bastardo. Non mi interessa di chi sia la sigaretta, è una questione che non ha importanza, questo dovresti capirlo pure tu, o no?", ma tu non mi volevi ascoltare.
Ad un tratto le mie dita hanno sentito frantumarsi qualcosa là dentro alla tua gola, ed allora ho allargato le mani e ti ho abbandonato lì, appoggiato a quel muro sporco. Sembravi perfino bello ora che non parlavi più.



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