Oggi io e il papà e la mamma andiamo al centro commerciale per comperare i regali di Natale.
Quelli per me, per la zia, per mio fratello grande, che oggi non c'è perchè aveva una partita di calcio, e anche i regali per i nonni e tutti gli altri parenti.
La mamma vuole subito andare nei negozi di vestire, perchè dice che ho bisogno di un maglione e di pantaloni nuovi. Io mi annoio a provare tutti quei pantaloni, e anche il babbo, che ci aspetta fuori fumando una sigaretta.
Dopo andiamo nel negozio di tv e cose elettroniche, perchè la mamma ha bisogno di un ferro da stiro nuovo. Quando la mamma ha scelto, usciamo e poi finalmente entriamo nel negozio dei giochi e io ne scelgo uno per i miei amici (solo quelli a cui voglio fare il regalo, gli altri no), uno per il mio fratellone, anche se penso che ormai non ci voglia più giocare con i giochi (beh meglio, se non ci gioca lui me lo tengo io) e poi, alla fine, scelgo il regalo per me.
Quello che ho scelto per me è il più bellissimo di tutti, ho preso un gioco grandissimo, da fare con gli amici, che si chiama "l'isola di fuoco", e al centro in alto ha un grosso vulcano a forma di bocca di mostro da cui si fanno uscire delle palline infuocate.
Dopo che insieme alla mamma e al papà abbiamo riguardato tutti i regali, per essere sicuri di non averne dimenticato neanche uno, e dopo che li abbiamo lasciati nel baule della macchina, andiamo al cinema a vedere gli Aristogatti. Ma prima ci mangiamo una pizzetta con una coca cola.
Il cartone è bellissimo, mi piace un sacco andare al cinema, mi chiedo perchè non ci andiamo quasi mai, solo per Natale o per le altre feste il babbo e la mamma mi ci portano.
Quando il film è finito ci dirigiamo verso la macchina per tornare a casa.
Ora però sono un po' stanco, così appena saliamo in macchina cado addormentato nei sedili dietro. Mi sveglio solo quando siamo già casa, e vado a dormire contento.
Domani è Natale, si aprono tutti i regali.
Tutto questo solo per dire che mi piacerebbe tornare a quei giorni.
Lasciate stare la critica al consumismo che ci impone di dover fare tre mila regali il giorno di Natale. Non pensateci almeno per ora, che si, lo sappiamo tutti che è una merda dover spendere dei soldi solo per riempire le tasche già ormai stracariche di danari, di chi ci ha ordinato che quel giorno lì era giusto fare regali alla prozia e al cuginetto che non vediamo mai e di cui a fatica ricordiamo il nome.
Per un momento non pensateci.
Io voglio tornare nell'atmosfera calda e ovattata della macchina del mio babbo, dove se ero stanco potevo permettermi di cadere addormentato accucciolato come un cagnolino.
Non come ora, che se torno a casa da ballare in macchina col mio amico e mi addormento, è sicuro che si addormenta anche lui e ci spatacchiamo contro un platano.
Vorrei poter chiudere gli occhi senza alcun pensiero, sicuro che quando siamo già a casa qualcuno mi sveglierà e mi porterà fin su in casa nel mio lettino, magari in braccio, se non mi va di alzarmi e camminare. Ma le cose sono molto diverse ora.
Adesso quando entro in un negozio cammino dritto e veloce fino all'angolo in fondo dove posto in alto sopra le scansie, e scritto a caratteri cubitali, c'è un grande striscione che ti dice "occasioni", e posso scegliere se acquistare roba fallata, roba scontata, roba dismessa e così via.
Quando entravo in un negozio con mio babbo o mia mamma era molto più semplice, dimmi quello che ti piace di più, provalo, tutto ok? Bene, portiamolo a casa. E così anche per i regali agli amici. Entra nel negozio e scegli quello che ti piace di più, per te e per i tuoi amici, mi diceva la mamma.
Ora no, ai miei amici non faccio più regali per cui devo entrare in un negozio e spendere soldi. Perchè non ne ho, di soldi.

ce l'avevo anche io, bellissimo!!
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