Se fossi ancora vivo ti direi che lei sta bene, perchè è la prima cosa che mi chiederesti.
Ti direi che come sempre ha la stessa insaziabile fame di affetto, che la fa rotolare fra tante braccia maschili che se ne approfittano e basta, rendendo sempre più bramosa la stessa fame che ogni volta gli fa commettere gli stessi errori, e che ogni volta diventa sempre più inestinguibile.
Ti direi che la vita sta diventando molto più dura rispetto a quando c'eri anche tu: crisi, disoccupazione, licenziamenti, impossibilità a trovare un qualunque lavoro, anche il netturbino, per dire.
Ti direi che il paese, e la gente che abita questo paese, è cambiata, e sempre in peggio.
Ti direi che sto impazzando, e te lo direi con un lungo dialogo logorroico al quale tu risponderesti con il tuo sorriso scanzonato e con quel motivetto di merda "ci vuole calma, e sangue freddo, oi oi oi, ooo."
Ti direi che la Mery sta bene, porta a spasso tuo babbo tutte le mattine e tutte le sere.
E' invecchiata ed ingrigita, ma sta bene.
Ti direi che anche tuo babbo sta bene, e lui ti ringrazierebbe per avergli lasciato almeno la Mery, in questa vita che per lui è stata solo dolore.
Ti direi che i suoi occhi sono i tuoi occhi, di un azzurro che imbarazzerebbe anche il mare, ma che nei suoi manca quello sprizzo di delinquenza che ti faceva essere amato da tutti.
Ti direi che sono anni che non provo più quell'adrenalina che accompagnava alcune delle nostre serate, in cui i delinquenti li facevamo per davvero, non per scherzo.
Ora è impensabile combinarne di cotte e di crude come facevamo una volta, il rischio sarebbe troppo alto, e nessuno ci starebbe più. Nemmeno tu.
Ti direi che ho ancora il tuo numero salvato sul telefono, non me la sono mai sentita di cancellarlo.
Ti direi che da lei ho sentito le parole più drammatiche e struggenti di tutta la mia vita
"io una famiglia ce l'ho già ed è in cielo".
Ti direi che sono andato talmente vicino a fare la tua stessa fine da aver sentito penso la stessa paura che potresti aver provato tu, ne ho sentito l'odore e l'ho vista lì, di fronte a me, concreta e materiale.
Ricordo di aver pensato 'sono morto sono morto sono proprio morto'
e poi 'ma sto pensando'
e poi 'sono morto e penso'
'allora cazzo c'era qualcosa dopo la morte'
e poi più niente, solo ospedale.
L'hai pensato anche tu? Dove sei adesso?
Mi è impossibile pensare che sei solo cibo per vermi.
Pesante.
RispondiEliminaMa dal titolo del blog, quando sono capitato qui, dovevo aspettarmelo.
Si, dovevi aspettartelo.
RispondiEliminaQuasi quasi cambio nome al blog e lo chiamo "l'insostenibile pesantezza dell'essere".
Anzi no, non lo faccio, mi piace molto di più il titolo attuale.
Ecco perchè mi farò cremare; non permetterò a nessun verme di banchettare con il mio cadavere, son troppo snob.
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