mercoledì 15 giugno 2011

IL QUIETO VIVERE.

Vivere è disorientante.
Non so se vi è mai capitato di svegliarvi e magari pensare a tutte le cose che dovete fare in giornata: devo andare all'ufficio per quella scartoffia, devo correre a prendere il treno, devo parlare con mio fratello. Insomma sei perennemente di corsa, con tutta questa lista nella testa di cose da fare, e di piani d'attuare, e sbrigati che se no perdi il treno.
Ed un giorno ti risvegli e mentre organizzi freneticamente le ore della tua vita dedicandole a ciò che più ti disgusta, o più semplicemente a ciò che meno ti interessa di questo mondo, ti chiedi:
"Hey, ma dove cazzo sto correndo? Cosa sto facendo? Dove sono? Ma sopratutto, cosa sono diventato? Sono davvero io quello? Perchè non riesco più a riconoscermi?"
Perché ti sei perso. Perché hai tradito te stesso e le tue idee, e per che cosa? Per il consenso del resto della società. Per dei pezzi di carta a cui gli uomini danno un valore smisurato. Per il quieto vivere.
Si. Hai venduto te stesso per avere in cambio tutta questa merda, che non ti serve a nulla.
Ma perchè hai tradito te stesso? Come può essere possibile che proprio io, che mi amo così tanto, ho tradito il mio stesso io?
Perché se hai un'idea diversa da tutti, che non sia compresa nelle categorie socialmente accettabili di bianco o di nero, la gente ti guarda con diffidenza all'inizio, e dopo alcuni mesi ti evita come la peste. E tu sei un animale sociale, non puoi vivere solo ed estraniato dal mondo. Allora falsamente ti ritrovi ad ammettere che si, è come dicono loro: c'è solo bianco o solo nero, e non esiste il grigio. E lo dici nonostante il fatto che tu nel grigio ci credi veramente. Nello stesso istante però, in cui tu asserisci che il grigio non esiste, anche se magari dentro di te credi ancora alla verità del grigio, tu tradisci te stesso. E ti perdi. Ed avrai sempre più difficoltà a ritrovarti e farai sempre più fatica a riconoscere il grigio, perchè ormai hai venduto la tua verità per la 'pace sociale', la vera verità diventa così quella dei sostenitori della 'pace sociale'; quindi c'è bianco o nero, e se vedi grigio o ti stai sbagliando o sei uno da buttare fuori dal grande cerchio sociale.
E dopo qualche anno capirai e vedrai che non riesci più a ritrovarti: anche rimescolando forsennatamente i meandri più intimi di te stesso tu non ti ritrovi, tu non ritroverai mai più il grigio in cui avevi creduto, e non ti riconosci più in ciò che fai e non sai più chi sei e cosa sei diventato.
E vai al bar, per cercare un fuggevole conforto, qualche cosa che ti annebbia per un po' la mente così non pensi più a tutte queste sciocchezze (che in realtà sono il nòcciolo essenziale dell'esistenza).
La folla del bar è come il mondo in scala ridotta: uomini disperati che si affannano per un breve e fuggevole momento di conforto.
Ma non c'è conforto, in questa esistenza: la vita è come un ring in cui tu sei al centro, legato ed indifeso, e tutta la gente sugli spalti e sulle tribune ti tira delle badilate di merda addosso, continuamente, e gioiscono nel vedere che supertarzanello si è appiccicato sui tuoi occhi stanchi e grigi.

3 commenti:

  1. pesa, oramai sei entrato nel tunnel. era ora.

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  2. ciku, carissima, sono entrato nel tunnel di Born to run. Quello del Boss, nonostante stia ascoltando qualcosa in più - pensa che stamattina ho fatto colazione con in sottofondo una sua canzone su RockTV - rimane sempre lontano dai miei gusti. Ci sto provando :)

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  3. Smettila di ascoltare i joy division.

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