Collegando con una sottigliezza che non tradiva alcuna premeditazione la vita di oggi e quella del passato, Burkevic, pur senza affermarlo, ci costringeva a pensare che Stejn avesse torto. Che la differenza tra gli uomini vissuti ai tempi della trazione a cavallo e quelli che vivevano oggi, nell'epoca delle conquiste tecniche, la differenza che, a parere di Stejn, gli dava, in quanto uomo di questo secolo, il diritto di considerarsi superiore agli uomini delle epoche passate, -quella differenza non esisteva assolutamente, e nulla distingueva l'uomo del presente da quello del passato ma, al contrario, proprio l'assenza della benchè minima differenza spiegava la sorprendente somiglianza dei rapporti umani sia ai tempi in cui una certa distanza veniva coperta in una settimana, sia adesso che per questa stessa distanza occorrevano solo venti ore. Che così come oggi le persone molto ricche, vestite di abiti costosi, viaggiano in vagoni letto internazionali, così allora, seppure con modalità diverse, uomini riccamente vestiti viaggiavano avvolti in pelli di ermellino in carrozze foderate di seta; che come oggi esistono persone le quali, pur non sontuosamente e tuttavia molto ben vestite, viaggiano in seconda classe, e si prefiggono come scopo della propria vita la possibilità di viaggiare in vagone letto, così anche allora c'erano persone che viaggiavano su carrozze meno costose, coperte di pelli di volpe, che si prefiggevano come scopo la possibilità di possedere una carrozza più lussuosa ed ermellini invece di volpi; che come oggi esistono persone che viaggiano in terza classe e non hanno di che pagare il supplemento per il treno espresso e sono condannate a soffrire la durezza delle panche del treno postale, così allora esistevano persone che non avevano né denaro né grado e per questo venivano più a lungo divorate dalle pulci sui divani di una stazione di posta; che, infine, come oggi ci sono persone affamate, povere e coperte di stracci che vanno a piedi lungo i binari della ferrovia, così anche allora c'erano uomini altrettanto affamati e poveri, coperti dagli stessi stracci, che si trascinavano a piedi lungo il percorso della vettura postale.
Le pelli, ormai, erano marcite da tempo, delle carrozze, sfasciate, restavano secchi pezzi di legno, le tarme avevano divorato gli zibellini, eppure era come se gli uomini fossero sempre gli stessi, come se non fossero mai morti e fossero entrati nell'oggi sempre meschinamente superbi, invidiosi, nemici tra loro.
M. Ageev, Romanzo con cocaina.
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