mercoledì 10 novembre 2010

ANSIA.

Ansia oltre ad essere paura di non farcela è stritolamento di budella.
Ansia è la paura che tutto il tuo lavoro sia inutile, sbagliato, da cancellare.
Mentre invece il tuo lavoro è buono e tu lo sai, ma dentro di te c'è quella piccola vocina bastarda che ti ricorda che sei un imbecille buono a niente e figurati se sei riuscito a fare qualcosa di buono: ma va la, non ci crede nessuno, rincoglionito!
Da dentro il cervello parte l'imput della vocina bastarda che va a sedimentarsi nel profondo dello stomaco. E li si stabilizza. Decide di fare un party con macarene e balli di gruppo.
E tu nonstante hai lo stomaco che balla al ritmo di meneito devi cercare di tenere il più possibile una parvenza di serietà e fermezza. Ma è difficile, molto difficile, cercare di essere seri e pacati quando dentro di te tutto è scatenato, scombussolato.
Con il groppo in gola, e la faccia seria ti metti a parlare e dici solo un decimo di quello che avresti potuto e saputo dire. Poi ovviamente quando torni a casa, nella tua pace e tranquillità inziano a saltare fuori tutte le cose intelligenti che avresti potuto dire, e tu ti mangi le mani.
Gli dici: "Ma brutte stronze perchè non ve ne siete uscite quando era il momento giusto? dove vi eravate nascoste che non riuscivo a trovarvi?"
E loro ti rispondono: "Ma come, non ti è arrivato l'invito? Giù nello stomaco c'era un party della madonna. Eravamo laggiù con i succhi gastrici e i pezzi di maccheroni che ti sei mangiato ieri. Aah che spasso è stato."
E ormai è andata. Quello che hai detto è ormai inciso nel passato e nessuno potrà modificarlo.
E tu ce l'hai fatta, come sempre non sei il migliore, come sempre non sei riuscito a tirare fuori tutto quello che avevi da dire nel momento giusto in cui era da dire, ma ce l'hai fatta. Non sei tra i migliori e non sei tra i peggiori. Però ci sei.

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