sabato 20 novembre 2010

IL GIUSTIZIERE MUAY THAI.

Sono già alla decima birra, sento le gambe molli, gli occhi stanchissimi,non so come riesco a stare in piedi, ma la testa mi dice che è ora di divertirsi, di stare fuori, di fare discorsi inutili con la gente del bar.
E mentre rido, parlo, scherzo con la gente vicino a me, noto un gruppo di gente fuori dal bar, in mezzo alla strada, che parlano concitatamente. Sembra stiano litigando, forse, boh, comunque non mi interessa.
E nel preciso istante in cui il cervello dice agli occhi di staccare lo sguardo su quella gente la fuori, gli occhi vedono qualcosa e ne rimangono impressionati, rimangono li, fissi, spalancati.
Si sente un rumore sordo, ottuso, forte. Come se un grosso peso cade al suolo.
Ed in effetti in mezzo al caos che si è generato in tutto il bar, noto che una delle persone che stava chiacchierando fuori è steso a terra. Cazzo, sembra morto.
No, non è morto.
Viene sollevato di peso e riposto su una panchina, lontano dal bar, perchè la barista si sta già cagando in mano che arrivi la polizia.
Cosa che ormai è certa, mi dicono, in quanto mentre il tipo cadeva steso da un calcio in testa, in mezzo alla strada, passava una macchina che si è fermata a guardare la scena.
Ecco cosa è stato.
Quell'idiota, quel mocciosetto terroncello del cazzo, lo stereotipo vivente di bullo da strada ha steso un tipo con un calcio in testa. Ora vi chiederete come fa un moccioso a stendere un tipo con un calcio in testa. Semplice, il ragazzetto del cazzo fa da anni Muay Thai. Quindi diciamo che un calcio lo sa dare per bene.
In mezzo al caos riesco a focalizzare tutto ciò che sta avvenendo.
Il lottatore di Muay Thai è attorniato da tutti i suoi amici che lo riparano, gli fanno da scudo. Tutti hanno un rispetto e un senso di sottomissione profondamente rinnovato, dopo che il fatto è accaduto. Ha conquistato sempre più potere presso i suoi simili.
Qualcuno è andato a vedere il tipo mezzo morto steso sulla panchina, come sta.
É vivo? Sta male? Vado a vedere.
Il tipo non si è fatto troppo male. Non c'è sangue, non ci sono rotture.
Però non parla. Ha una faccia tra lo sbigottito e il traumatizzato. É la stessa faccia che ha un bambino di due anni nel momento in cui gli cade il gelato a terra. La sua espressione sembra dire ma come è successo? Che cazzo succede qui?I suoi occhi sono attoniti. La bocca niente. É ferma, immobile, non parla. É sconvolto.
Dopo un quarto d'ora abbondante in cui la gente che era li vicino stava constatando che cazzo si era fatto, se aveva qualcosa di rotto, chiedendogli dove gli faceva male, se riusciva a parlare, o altro, ecco che la bocca magicamente si apre. Nello stesso momento si nota un cambiamento nei suoi occhi. Da scioccati, sbigottiti, e spalancati, si calmano, si chiudono a metà in una maniera da cui traspare tutta la sua rassegnazione. In un lampo di lucidità ha capito ciò che gli è successo, ha capito tutto quanto.
Gente:"Senti del male? Dove ti fa male? Hai bisogno di un ambulanza? Riesci a parlare?"
Tipo mezzo morto. "No, sto bene."
E appena ho sentito questa frase ho capito la grandezza della persona. Probabilmente aveva sbagliato, sapeva di essere in torto, io di questo non so nulla, non so come sia nata la discussione chi ha ragione o torto e nemmerno lo voglio sapere.
Ma tu ragazzetto idiota non sei il Giustiziere Muay Thai del paese, sei solo uno sbruffone, un bulletto del cazzo, quel calcio probabilmente ti serviva solo per avere più potere sui tuoi amichetti . Non ti puoi permettere di stendere una persona così in mezzo alla strada, e appena fatto girarti dall'altra parte e non guardarci più. E poi capirai, dev'essere difficile stendere uno magari mezzo ubriaco con la tua mossetta di Muay Thai. Cazzo andrei a dire io al tuo istruttore che te ne vai in giro per strada a smazzare la gente con le tecniche che ti insegna. Se solo sapessi chi è il tuo istruttore, ci andrei.
E tu, povero cristo al suolo, che apri la bocca per dire "Sto bene" hai una dignità infinitamente superiore a quella di chi ti ha steso, una dignità a cui l'altro non potrà mai arrivare.

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