lunedì 22 novembre 2010

LA GENTE.

Quando ero più giovane se dovevo parlare con una persona più anziana di me ero sempre in agitazione, cercavo di trovare le parole giuste ed esatte per non offenderlo, cercavo di dire la cosa giusta, anche se non era quella che pensavo, cercavo in ogni modo di portargli rispetto perchè i miei mi hanno sempre insegnato a suon di sberloni, come si fa a portare rispetto.
Se poi l'adulto in questione era un insegnante, un prete, un vigile o qualsiasi figura del genere, allora bisognava dargli sempre ragione, e mentre parli non dargli del tu ma del lei, e quando vai via saluta in modo corretto con un Buongiorno o Buonasera. E quando parlavo non dicevo mai quel che pensavo, perchè ero ormai annullato dietro tutte quelle puttanate convenzionali. Semplicemente entrambi seguivamo un colloquio guidato da forme codificate di saluti e riverenze. Il contenuto del discorso era zero.
Beh sapete cosa ho imparato? Che ero un idiota. Avevo paura e timore delle persone per via del ruolo che svolgevano, ma poi ho scoperto che dietro ad ogni carica, dietro ad ogni uniforme, dietro ad ogni tipo di lavoratore, tutti quanti non siamo altro che esseri umani. Comuni, banali, scontatissimi esseri umani.
L'insegnante non è una persona migliore delle altre, non conosce tutto e non ha doti di onnipotenza come il Santissimo. L'insegnante semplicemente sa quello che deve insegnarti. Punto. Le sue conoscenze si esauriscono nel momento in cui le ha passate a te. Non solo non sa tutto, ma probabilmente, non sa quasi niente. E io che ti portavo rispetto manco fossi il Venerabilissimo Cavaliere della Libra. Ma vaffanculo.
Il prete, oh mamma mia il prete, è ciò che c'è di più lontano dall'ideale di moralità pura e santa che mi avevano inculcato. Specialmente il mio prete, quello che mi ha battezzato e così via. Cristo Santo doveva essere l'esempio di uomo gradito a Dio in questo mondo e beveva, fumava, faceva pasti che neanche in un banchetto Dionisiaco se li sognavano, e sopratutto chiedeva sempre e perennemente soldi, soldi, solamente soldi.
Prete durante il giorno della Comunione: "Ora passerà il cestino delle offerte. Quest'anno la Chiesa deve affrontare le spese di un nuovo impianto di riscaldamento, perciò vi prego, non lasciate le solite dieci mila lire, meglio cinquanta o cento, per chi può".
Inutile discutere del fatto che Gesù predicava la povertà, e tu che sei il suo Ministro, mi vieni a chiedere dei soldi. Veramente, è inutile.
Il paradosso non sta in questo.
Il paradosso sta nel fatto che il giorno dopo le comunioni andava a prendere il caffè nella piazza centrale del paese a bordo di una fiammante BMW nuova.
E in Chiesa nessuno ha mai visto un cazzo di riscaldamento.
E mio padre bestemmiava. Tanto.
E io ti portavo rispetto. Avrei dovuto sputarti in faccia.
Il vigile. Ah ah l'Alfiere della Giustizia. Basta mi sta venendo il disgusto a scrivere queste cose e mi sto innervosendo un sacco.
Lasciatevi dire, non importa con chi state parlando, se con il Papa, con il tuo professore, con la Regina d'Inghilterra o chi cazzo vi pare, avete comunque di fronte un essere umano, che caga, che si scaccola, che è falso, che è cattivo per natura e non vede l'ora di avere qualcosa da voi o fottervi, quindi il rispetto, lasciatelo solo ed esclusivamente alle pochissime persone che davvero se lo meritano.

2 commenti:

  1. Alcune persone sono da rispettare, dai. Che ne so, il povero installatore termotecnico che non ha mai realizzato quel riscaldamento.

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  2. Qual è il pezzo che si muove a elle, il prete o il vigile? Non gioco a scacchi da un pezzo.

    Comunque non dietro a tutte le figure istituzionali si celano sempre esseri umani come noi; dietro brunetta si cela un hobbit.

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